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Cronaca

(FOTO) Ferragosto, l’inciviltà “colpisce” ancora: boschi di Quisisana ridotti ad un porcile


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Quisisana

Castellammare di Stabia. I boschi di Quisisana sono stati ridotti ad un porcile. Ai rifiuti già presenti si aggiungono quelli lasciati dai tanti incivili che ieri, in occasione del Ferragosto, hanno deciso di trascorrere una giornata in collina. Nell’area pic nic ci sono rifiuti di ogni genere, dai piatti in plastica alle bottiglie di vetro passando per un barbecue lasciato tra l’erba. Come ogni anno si ripete lo stesso copione, il giorno dopo Ferragosto si fa la conta dei “danni” causati dai tanti incivili. Molti hanno scelto i boschi di Quisisana, in tanti invece hanno preferito salire a Faito con la Funivia che ha staccato circa 3mila biglietti.

Il fenomeno dei rifiuti non riposti negli appositi contenitori si ripete, nei giorni scorsi l’area pic nic adiacente alla stazione a monte della Funivia era invaso da spazzatura, soprattutto piatti e bicchieri in plastica. CLICCA QUI E METTI MI PIACE ALLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK


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Cronaca

Castellammare, evasione fiscale: sequestro di 17 milioni di euro

Coinvolti professionisti, impresa di costruzioni e società di diagnostica

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evasione

I militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Torre Annunziata hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal gip del tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura torrese nei confronti dell’amministratore di una società di costruzioni, di due professionisti, di una società di diagnostica, dell’amministratore di quest’ultima e dell’amministratore di un’altra società.

La misura cautelare reale è stata emessa all’esito di accertamenti di natura economico-finanziaria svolti dalle fiamme gialle della compagnia di Castellammare di Stabia nei confronti di una delle società dai quali è emerso il reato di evasione contestato dalla Procura. Il valore del sequestro preventivo è di 17 milioni di euro.

È stata evidenziata, in particolare, l’assenza delle dichiarazioni fiscali ai fini Iva e delle imposte dirette per gli anni 2013, 2014 e 2015, oltre a molteplici irregolarità per gli anni d’imposta 2016 e 2017, per i quali le relative dichiarazioni risultavano infedeli. La presunta evasione fiscale da parte della società edile, pari a oltre 8 milioni di euro, sarebbe stata realizzata mediante la complicità di due commercialisti incaricati della trasmissione delle dichiarazioni fiscali e dell’apposizione del visto di conformità. Inoltre, grazie alla stipula di appositi contratti di accollo tributario resi possibili dal concorso dei predetti professionisti, la società di diagnostica clinica sarebbe riuscita a portare in compensazione i propri debiti tributari con crediti tributari inesistenti delle altre società per un importo di oltre 2 milioni di euro.

Il tribunale ha ordinato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca, diretta e per equivalente, delle somme di denaro nella disponibilità della citata società di diagnostica per oltre 2 milioni di euro e delle persone fisiche coinvolte, di beni immobili e mobili nel patrimonio di quest’ultimi per un importo di oltre 15 milioni di euro. I finanzieri, all’esito delle attività di perquisizione hanno sottoposto a sequestro rapporti finanziari, quote di partecipazioni societarie, immobili ed autoveicoli riconducibili a persone fisiche e giuridiche, per un importo, allo stato, pari a 785mila euro.

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