Una volta superata l'emergenza Coronavirus, l'amministrazione comunale è pronta a istituire la tassa di soggiorno. Sono questi gli indirizzi che ha dato il sindaco Gaetano Cimmino agli uffici, affinché si istituisca il tributo per le strutture ricettive della città di Castellammare di Stabia. Per fare questo, però, il Comune deve essere inserito in un distretto turistico. Ma scavando tra i decreti del presidente della regione Campania, risalenti alla fine degli anni '90, c'è già una disposizione che definisce "Castellammare, città turistica". Quindi la strada sembra in discesa.
Con l'istituzione della tassa di soggiorno, si spera di recuperare un gettito intorno ai 500mila euro l'anno, da reinvestire in opere pubbliche e soprattutto decoro urbano. Un tesoretto che potrebbe rendere la città più accogliente.
Restano, però, da valutare diversi aspetti. Innanzitutto sul rapporto ricavi-benefici. Il Comune vorrebbe istituire una tariffa minima: da 0,50 a 1 euro per i bed & breakfast, da 1 euro a 2 euro per gli hotel. Una tariffa a notte e per ogni turista che soggiorna. Bisognerà capire come risponderà il mercato a un inevitabile, anche se impercettibile, aumento dei prezzi.
Daniele Di Martino