Juve Stabia, le polemiche societarie fanno male alla squadra e all’ambiente

Il piccolo momento negativo della Juve Stabia continua. Ieri contro il Trapani, contro una squadra con un piede in Serie C, i tre punti erano quasi d'obbligo. Ne è arrivato solo uno, in rimonta dopo essere stati sotto di due reti. Un'ora regalata agli avversari, ultima mezz'ora di rincorsa frenata per conquistare un punto che per come si erano messe le cose è certamente guadagnato. Ma al di là del risultato, della prestazione grigia da parte di tanti giocatori gialloblu' e di tutti i discorsi tecnico-tattica inutili del giorno dopo, ciò che ha destato più clamore è stato lo striscione esposto in Curva Sud contro il vicepresidente Vincenzo D'Elia. "D'Elia...non so chi cazzo sia". Praticamente ultras contro parte della società. La domanda sorge spontanea: perché? Cosa sarà mai potuto succedere?

Nel post partita di ieri pomeriggio, ha provato a parlarne Francesco Manniello, storico presidente delle Vespe: "Sulla protesta dei tifosi voglio chiarire che la Juve Stabia è sempre stata gestita da me come una famiglia serena e così deve restare. Se qualcuno la pensa diversamente sono pronto a farmi da parte. I dipendenti della Juve Stabia in questo momento non sono sereni e non va bene. La Juve Stabia è dei tifosi e di Castellammare." Partiamo proprio con quest'ultima frase: "La Juve Stabia è dei tifosi e di Castellammare". In pratica Manniello si schiera dalla parte degli ultras, come ha sempre fatto. Si schiera dalla parte dei tifosi, cuore pulsante della società da sempre. E probabilmente è giusto così. Però l'altra frase che stride parecchio è questa: "I dipendenti della Juve Stabia non sono sereni e non va bene". Chi non è sereno? Sicuramente D'Elia. Si dice rischi l'allontanamento.

Ma c'è un motivo ben preciso che Manniello ha spiegato ancora meglio: "Si è creato un clima di tensione tra il nostro amministratore e alcuni dipendenti. Io sto dalla parte dei dipendenti, in settimana ci siederemo per chiarire la questione". Bisognerà chiarire davvero in fretta, perché la squadra evidentemente ne sta risentendo. Due settimane di passi indietro dal punto di vista del gioco e dei risultati. Le polemiche non fanno mai bene a nessun ambiente calcistico, soprattutto quello di Castellammare che soffre queste determinate situazioni. Ogni volta che una polemica esce fuori, la squadra gioca male. Storicamente è sempre successo così.
Quindi, se a qualcuno in società non sta bene qualcosa lo faccia presente o si faccia da parte. Perché in quest'ottica ha pienamente ragione Manniello: la Juve Stabia è dei tifosi. I dirigenti, i giocatori o gli allenatori passano. I tifosi, quelli veri, restano per sempre e non meritano di vivere situazioni spiacevoli. Martedì si torna subito in campo sul difficile campo del Pordenone. Prima di allora bisogna mettere assolutamente da parte il rancore e tornare a remare tutti verso un'unica direzione, verso l'obiettivo fondamentale che è la salvezza. Tutto il resto è noia. CLICCA MI PIACE ALLA PAGINA STABIANEWS.IT

ANTONIO CARLINO

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