Inchiesta Olimpo, Michele Carolei torna a casa

Castellammare di Stabia. Il Tribunale ha accolto la richiesta di rimodulazione della custodia cautelare per l'imputato Michele Carolei (esponente del clan D'Alessandro), finito in carcere il 5 dicembre del 2018 nell'ambito dell'inchiesta Olimpo. Il giudice ha accolto la richiesta presentata dall'avvocato Francesco Romano concedendo gli arresti domiciliari. Carolei è accusato di aver fatto pressioni per l'assunzione del nipote presso un'impresa del gruppo Irollo, assunzione che tuttavia sarebbe avvenuta «senza forzature - racconta in aula l'imprenditore Irollo - perchè è un bravo ragazzo ed era valido. Chiaro che psicologicamente - ha detto l'imprenditore - quando sai a chi appartiene puoi essere condizionato ma è una brava persona». Michele Carolei è, dopo Greco, il secondo imputato ad ottenere gli arresti domiciliari nell'ambito del procedimento Ordinario che è stato scelto anche da Raffaele Carolei, Umberto Cuomo, Luigi Di Martino e Attilio Di Somma. «Mio zio - ha detto Irollo - non mi ha mai chiesto l'assunzione di altre persone e devo escludere che abbia voluto fare un piacere ad un camorrista. Dato il nostro rapporto me ne avrebbe parlato. Mi ha solo detto che il ragazzo e bravo». Sulla base delle dichiarazioni rese in aula nella penultima udienza il tribunale ha rigettato nell'udienza di martedì l'istanza fatta dal pm Giuseppe Cimmarotta di acquisire il verbale del colloquio di sommarie informazioni con l'imprenditore Giovanni Irollo per valutarne l'attendibilità dando per buone le dichiarazioni rese in aula e non nel corso dell'interrogatorio con il pm.

Condividi

Dal feed

8 notizie