Il sindaco si assume la paternità della revoca ma a chiederla fu il consigliere Scala e l'intera opposizione
Castellammare di Stabia. Riqualificazione dell'ex area industriale Cirio. Questo il tema principale del Sindaco Gaetano Cimmino nel corso dell'ormai appuntamento del venerdì, come il Governatore De Luca, in diretta social. Con un po' di ritardo il primo cittadino ha rivolto il suo «plauso e ringraziamento a magistratura e forze dell'ordine per aver condotto un'indagine lunga articolata e complessa che ha fatto emergere un quadro sconcertante» dopo che molti avevano contestato il suo silenzio. Il Sindaco ha provato a spiegare come sono andate le cose tendendo a sottolineare l'estraneità della politica dalla vicenda e attaccando tra le righe i suoi predecessori ed esponenti politici opposti. In serata poi è arrivato il commento alla richiesta di Senatori e Deputati che si sono rivolti, ancora una volta, al ministro dell'Interno chiedendo di valutare l'eventuale invio della commissione d'accesso al Comune dopo l'inchiesta sulla riqualificazione del sito industriale che vede coinvolti anche politici tra cui Pentangelo e Cesaro. E' inoltre emersa dalle indagini legami, come si evince dal tono delle intercettazioni, tra Adolfo Greco e Giovanni Russo (non indagato ndr) attuale assessore ai Lavori Pubblici della Giunta Cimmino.
«Siamo al paradosso - scrive Cimmino - Su
mia precisa disposizione sono state avviate le procedure di verifica e di successiva revoca del permesso di costruire e della relativa convenzione per l'intervento sull'ex complesso Cirio».
Il sindaco mente per la seconda volta assumendosi la paternità della vicenda. Non è stato lui a chiedere una verifica ma il Consigliere Comunale di Opposizione Tonino Scala che presentò una mozione alla quale si aggiunse l'intera opposizione. Una mozione dove si parlava di revoca, diventata poi atto ricognitivo che fu indirizzato al Dirigente Comunale del settore competente. Gli uffici comunali anzi sollecitarono la società proprietaria del bene concedendo un termine di 30 giorni per effettuare il pagamento ricordando che in caso di mancato adempimento avrebbe perso il titolo che ha validità di cinque anni se non si inizia a cantierare ed iniziare i lavori in oggetto. Dalla concessione della proroga al ritiro sono poi anche passati diversi mesi. Il Dirigente del Comune di Castellammare di Stabia chiese alla PolGre Europa, dopo la mozione in Consiglio Comunale, se confermava e pagava o rifiutava. Il silenzio assenso ha fatto intendere quindi
una carenza di interesse non ritirando il titolo. Di fatti
è stata la stessa società a lasciare le pretese di costruzione sull’area e non il comune a revocare il titolo su iniziativa dell’amministrazione. Si è trattata dunque di una semplice procedura di ufficio. «Apprendere - prosegue il Sindaco - che i deputati del M5s hanno avanzato richiesta al Ministro degli Interni per lo scioglimento del consiglio comunale e che un gruppo di parlamentari ha chiesto l’invio della commissione per indagare sugli atti amministrativi del Comune di Castellammare è a dir poco sconcertante. Ed infatti è incomprensibile che tali richieste provengono da chi oggi sostiene in Parlamento un Ministro che ha omaggiato della libertà esponenti della criminalità organizzata e si arrogano il diritto di richiedere al ministero dell’Interno lo scioglimento di un consiglio comunale e/o la nomina di una commissione d’accesso. Sarei curioso di sapere quali elementi sono a sostegno di queste richieste. Se si conoscono fatti ditelo senza strumentalizzare un’inchiesta che non mi sfiora minimamente in quanto sono stato l’unico sindaco che ha posto fine a questa procedura. Un atteggiamento quantomai anacronistico e arcaico che lascia perplessi. Anziché utilizzare il vostro ruolo nell’interesse del territorio portando avanti progetti ed iniziative per la nostra città l’unica cosa che sapete produrre sono richieste assurde. Si stanno forse cercando consensi altrove per porre rimedio alle numerose critiche sorte di recente».
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