Un’accelerata improvvisa che alimenta molti dubbi. Perché chiudere al traffico l’intero centro cittadino in così poco tempo? Di certo, come ha sostenuto candidamente il sindaco Cimmino, «bisogna approfittare dell’emergenza Covid». Perché tanta fretta? Questo al momento non è dato sapere. Così come non è dato sapere a chi realmente è stata affidata la progettazione del piano urbano di mobilità. Almeno stando alle notizie che si possono reperire sul sito istituzionale del Comune di Castellammare. L’ultimo atto presente, e che riguarda la redazione del nuovo piano di mobilità, risale al giugno scorso, quando è stato approvato l’avviso pubblico per affidare l’incarico a un esperto per una cifra di circa 45mila euro. Se si vuole risalire a tale nomina, però, non è possibile farlo. O almeno noi non ci siamo riusciti. L’unico atto disponibile è quello relativo all’acconto del 20% dell’importo liquidato al tecnico incaricato. Ma è disponibile solo la schermata iniziale, senza poter consultare l’atto e conoscere finalmente l’identità del progettista.
In realtà molti anni fa, precisamente nel 1998 ai tempi della seconda giunta Polito, il piano fu redatto dall’architetto Vincenzo Russo, colui che qualche anno fa ha progettato il «lungomare liberato» di via Caracciolo per conto dell’amministrazione de Magistris. Nulla da dire, una grandissima e fortunata intuizione.
Lo stesso Russo ha partecipato anche agli incontri di pianificazione con le associazioni di categoria, nell’ambito del progetto di «amministrazione condivisa». Condivisione che adesso manca, ma questa è altra storia.
A questo punto non è dato sapere se l’incarico sia stato affidato di nuovo all’architetto Russo o qualche fidato collaboratore, perché sul sito istituzionale e nelle sezioni della trasparenza non c’è traccia di questo incarico. Collaboratore (o qualcosa in più) che invece si è palesato nel corso di questi incontri. Ma il nome lo conoscono solo nella stanza dei bottoni di Palazzo Farnese.
Daniele Di Martino