Inchiesta Cirio, Pentangelo rompe il silenzio: “Certo della mia onestà”

Il riesame revoca le misure cautelari ad Antonio Pentangelo e Luigi Cesaro, confermando il verdetto degli altri indagati nell'ambito dell'inchiesta sui permessi dell'area Cirio di Castellammare. Dopo il silenzio, Pentangelo torna a parlare e questa volta da uomo libero, anche se gli arresti domiciliari non erano ancora stati concessi dalla giunta per le autorizzazioni a procedere. Cadono quindi le esigenze cautelari e potrebbe cadere anche il castello accusatorio. Il deputato stabiese rompe il silenzio: "Sono stato sin dal primo momento, e lo sono tutt’ora, disponibile a dare il mio contributo per la verità in ogni sede, perchè ho infinito rispetto per le Istituzioni, perché sono certo della mia onestà e sono ancor più certo delle mie azioni, del mio modo di agire, intendere e fare politica. Ho voluto fortemente essere davanti ai commissari della giunta per le autorizzazioni per farmi ascoltare volontariamente.Ho voluto rispondere alle loro domande. Ho voluto produrre dei documenti. Ho voluto il riesame. L’ho fatto perché ritengo che la trasparenza sia la sola strada giusta, perché approfondire ogni circostanza sia il solo modo per comprendere bene. Oggi per me, che per tradizione familiare e per storia personale sono uomo di Legge, è una giornata felice. Grazie a tutti quelli che mi hanno fatto sentire il loro affetto e in particolare la mia famiglia, i miei amici e chi mi ha difeso. Nonostante tutto non ho mai smesso di lavorare e da domani tornerò a parlare di politica e dei temi più importanti per i cittadini".

dadimar

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