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Cronaca

Traforo di Varano, blitz delle forze dell’ordine sul cantiere ma è vuoto

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Arrivano le forze dell’ordine sul cantiere di Via Grotta San Biagio

Castellammare di Stabia. Arrivano le forze dell’ordine sull’area di cantiere che vedrà, da progetto, la realizzazione del secondo binario della linea ferroviaria EAV Castellammare di Stabia-Torre Annunziata. Polizia Municipale e Carabinieri forestali sono piombati nel cantiere di via Grotta San Biagio per un sopralluogo. In quel momento, però, nessun operaio era presente sul posto. Da diversi giorni è in corso un’opera di disboscamento per mettere in sicurezza l’area, procedura propedeutica all’inizio dei lavori. “E’ una pagliacciata – ha detto il consigliere Scala presente sul posto – fino a ieri c’erano operai oggi niente. Qualcuno sarà arrivato prima delle forze dell’ordine. Oggi fanno un sopralluogo ma manca l’oggetto del contendere”. La ditta che stava eseguendo i lavori? Scomparsa. Gli strumenti di lavoro? Pure. Gli alberi tagliati? Anche. È rimasto lo sconcio, una collina sventrata e amarezza, tanta amarezza. Che fortuna, è ironia la mia, sul cantiere non cantiere non c’era nessuno: che schifo! Gli alberi? Tagliati dal vento e dalle malelingue. Verrebbe voglia di fare, se servisse a qualcosa, denuncia contro ignoti per aver avvisato chi non doveva essere avvisato. Siamo la Repubblica delle banane marce”. Le forze dell’ordine sono intervenute, probabilmente, dopo le polemiche nate negli ultimi giorni e per una serie di esposti con richiesta di chiarimento presentate da cittadini ed autorità politiche. Secondo fonti municipali mancherebbe l’autorizzazione della Città Metropolitana di Napoli per l’inizio del cantiere.


Cronaca

Meb, Vescovini dagli operai: “Pronti a fare la nostra parte, la politica individui l’area per la fabbrica”

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«Questa è un’avventura ma siamo convinti di avere successo»

di Emilio D’Averio
Castellammare di Stabia.  E’ arrivato da Trieste per incontrare i lavoratori della “Meridbulloni” scaricati lo scorso 18 dicembre dall’azienda. Un incontro a Via De Gasperi nel pomeriggio  faccia a faccia «senza intermediari» come lui stesso ha specificato sui social per conoscere le tute blu che è disposto ad assumere già nelle prossime settimane. Prima l’appuntamento istituzionale con il primo cittadino Gaetano Cimmino e i sindacati poi l’arrivo davanti ai cancelli dell’ormai ex fabbrica. Un’accoglienza calorosa quella riservata all’imprenditore “venuto dal Nord” pronto ad investire diversi milioni di euro al Sud. «In un anno costruiremo un nuovo impianto in Campania». Questa l’intenzione di Alessandro Vescovini che è arrivato accompagnato dalla moglie a bordo di una semplicissima auto ed in tutta la sua semplicità e genuinità si è fermato per diverso tempo nel piazzale antistante lo stabilimento stabiese per poi fare rientro in una struttura alberghiera dove ha pernottato. Ad accompagnarlo anche il primo cittadino che ha parlato di una «giornata importante» ringraziando l’imprenditore per il suo interessamento alla vertenza.

«Non siamo dei benefattori – ha precisato Vescovini –  ma pensiamo che questa sia un’opportunità. Tanta gente che sa fare il nostro lavoro, noi metteremo soldi nostri e ovviamente avremo le agevolazioni fiscali previste. Ma non veniamo per questo, veniamo qui per investire sulla professionalità di questi operai rischiando il nostro denaro e la nostra passione. Noi siamo un gruppo in crescita e questa può essere un’opportunità».  La road map prevede una lettera d’intenti entro quindici giorni che coinvolga nuova proprietà, Comune di Castellammare, Regione Campania, Mise e sindacati. Parallelamente si procederà con la costituzione di una nuova società, le posizioni contributive, le assunzioni e quindi la tutela dei livelli occupazionali.
«Ci affidiamo al territorio (e quindi alla politica ndr) che ci trovi un immobile di 10mila metri quadri. Andremo in affitto noi investiremo sui macchinari. Occorre una struttura di 10mila metri quadri». Sarebbero già state individuate dalla regione Campania tre aree che potrebbero essere compatibili con la costruzione della fabbrica. «Questa è un’avventura ma siamo convinti di avere successo. Quando c’è uno stabilimento che funziona e  che produce ricchezza è chiaro che avrà la possibilità di assumere più persone. Oggi noi partiamo, qui invece quando faremo lo stabilimento. Sono tutte persone che hanno avuto a che fare con bulloni, quindi chiaro che ci sono tutte le possibilità per lavorare. Quando riparte uno stabilimento da zero però non è una cosa facile. Noi però abbiamo già questa esperienza in Serbia e ci siamo riusciti». Vescovini ha precisato che«non ci saranno assunzioni di tutti gli 80 licenziati» anche se l’intenzione è prenderli tutti. «Noi cominciamo a lavorare e a produrre utili e in base a questi la platea delle maestranze potrà allargarsi». Non ci sono «trattative con i sindacati – ha aggiunto l’ imprenditore – perché siamo persone che si stanno mettendo insieme per vedere come noi possiamo investire 7-8 milioni di euro.  Non è una cosa semplice, però vogliamo farla bene, perché mai più qualcuno chiuda baracche e burattini com’è  successo adesso semplicemente perché non si chiude un sito produttivo». Ai lavoratori che hanno chiesto quanto tempo dovranno stare lontani da casa, dovendo fare formazione a Monfalcone, prima di poter tornare a casa l’imprenditore ha risposto: «Noi qui faremo stampaggio e rullaggio e sono certo che molti di voi hanno già la professionalità per stare ai macchinari che installeremo. Penso che in un mese e mezzo potreste essere già  pronti. Ma se non porto qua i macchinari – il che dipende dall’immobile che troveranno le istituzioni – come faccio a dirvi quando tornerete qui?».

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