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Politica

Rimpasto, rinviato il vertice a Palazzo Farnese causa Covid. Ma spuntano nuove nomination


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L’emergenza sanitaria ha preso ancora una volta il sopravvento. Come accaduto a febbraio, quando causa Covid la discussione per il rimpasto di giunta fu rinviata a data da destinarsi, anche questa volta le trattative politiche rischiano di slittare. Come è slittato il vertice di ieri sera, informalmente convocato a Palazzo Farnese con tutti i segretari di partito. A poche ore dalla riunione il contrordine e rinvio alla prossima settimana. In realtà, all’ordine del giorno c’erano Puc e piano di mobilità, soltanto con un piccolo accenno alla situazione politica. La promessa è che per la settimana prossima il tema rimpasto approderà ufficialmente sul tavolo, a meno che l’emergenza Coronavirus non prenda ulteriormente il sopravvento.
Nel sottobosco della politica stabiese, però, spuntano nuovi nomi da proporre al sindaco Cimmino, che ha deciso di tenere con sé Fulvio Calì in quota Cimmino Sindaco e Stefania Amato in quota Di Nardo-Forza Italia. Da verificare, invece, l’eventuale riconferma di Antonella Esposito, politiche sociali. In realtà il primo cittadino vorrebbe riconfermarla in quota “Solo per Castellammare”, la lista guidata da Sabrina Di Gennaro. Eventualità tutta da verificare, perché nella rosa dei nomi da proporre al sindaco potrebbe esserci proprio la Di Gennaro, già assessore all’epoca di Bobbio ma all’Ambiente. Questa volta invece punta alle politiche sociali, un settore che conosce bene e che già la vede parte attiva nella vita amministrativa. La promozione in giunta consentirebbe ad Annamaria Maiello di ritornare in consiglio comunale. Un’altra opzione è il nome maschile dell’avvocato Pino Ruocco, ispiratore della lista e uomo di cultura.

Daniele Di Martino


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Il tempo è scaduto! La commissione d’accesso lascia il Comune, ora c’è l’incubo scioglimento

Dopo sei mesi termina l’incarico degli ispettori del Viminale. E’ attesa la relazione che si pronuncerà sulle eventuali infiltrazioni della camorra a Palazzo Farnese

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Il tempo è scaduto. E’ l’ora della verità a Castellammare. Termina il lavoro della commissione d’accesso, dopo sei mesi di verifiche, per scoprire eventuali infiltrazioni della camorra a Palazzo Farnese. Nulla è stato tralasciato dalla triade del Viminale. In questi 180 giorni sono centinaia i faldoni che sono stati spulciati nei minimi particolari, un lavoro che va di pari passo con le informazioni riservate provenienti dalle forze di polizia e dalla Procura. In effetti, a quanto pare, il capitolo più scottante è quello legato alle parentele di alcuni consiglieri comunali, di maggioranza e di opposizione. Al vaglio ci sono anche le intercettazioni spuntate fuori dalle ultime inchieste, che sembrano aver ipotizzato un legame forte tra imprenditoria, malavita e politica. Un intreccio venuto fuori dalle operazioni messe in atto, dal 2018 a oggi, dall’antimafia e dalla Procura di Torre Annunziata.

C’è poi il capitolo degli atti acquisiti a Palazzo Farnese. Grande attenzione verso appalti come quello dei rifiuti e della gestione del cimitero comunale, come per il settore delle pulizie e infine il tema più scottante della gestione delle pratiche urbanistiche, per cui è stato «ingaggiato» un consulente ad hoc. Non sono stati tralasciati nemmeno temi minori come gli eventi, d’altronde una delle ultime indagini ha scoperchiato la lunga mano della camorra e in particolare di quella stabiese negli eventi privati della penisola sorrentina. Un settore che quindi fa gola alla malavita, quindi meglio vederci chiaro anche nel caso di Palazzo Farnese.

Insomma, tanta carne a cuocere. E ora si attende il verdetto della commissione d’accesso. La triade del Viminale tirerà le somme e lo farà inviando una relazione indirizzata al Prefetto di Napoli, Palomba, appena insediato dopo l’addio di Valentini, colui che ha sancito l’avvio delle verifiche antimafia al Comune di Castellammare. Infine sarà il prefetto a inviare il dossier al ministro dell’Interno, ma ogni decisione sarà ratificata in sede di consiglio dei ministri. Un decisione che potrebbe arrivare ai primi di gennaio.

Daniele Di Martino

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