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Cronaca

Castellammare, problemi di lavoro alla base del suicidio delle 32enne. Disposto il sequestro del cellulare della giovane stabiese

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Problemi di lavoro alla base del suicidio della 32enne stabiese

Castellammare di Stabia. La folle corsa in ospedale Cardarelli in ambulanza scortata dalla polizia non è servita a salvare la vita a Teresa, 31enne della periferia Nord della città che la settimana scorsa si è cosparsa di benzina nel giardino di casa dandosi fuoco. Intanto sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta da parte degli agenti del commissariato di Castellammare di Stabia per fare luce sul triste episodio che ha coinvolto la giovane donna appassionata di escursioni, equitazione, con una vita apparentemente stabile. Alla base del gesto estremo ci sarebbero problemi di natura lavorativa. “Sono disperata” questo uno degli ultimi messaggi ritrovati nel cellulare della 32enne posto sotto sequestro insieme al computer. Proprio dai suoi dispositivi elettronici potrebbe esserci il motivo reale per il quale la 32enne ha tentato, riuscendoci, di compiere il gesto estremo. L’ipotesi più accreditata è quella legata ai problemi di lavoro, la donna lavorava in una nota struttura alberghiero-ricettiva della città.


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Cronaca

Stagionali, La Mura: «Carenza di lavoratori per compensi bassi non per Rdc. Basta sfruttamento»

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«Basta sfruttamento dei lavoratori, con il Reddito di cittadinanza libertà di rifiutare compensi bassi»

«Le polemiche sollevate da molti imprenditori sulle difficoltà a trovare lavoratori stagionali arrivano puntuali con l’avvicinarsi dell’estate. Sarebbe bene chiarire che tali difficoltà, attribuite al Reddito di Cittadinanza, stanno invece negli stipendi eccessivamente bassi che troppo spesso si attribuiscono a queste categorie di lavoratori, con orari nei fatti superiori a quelli stabiliti contrattualmente per pochi euro all’ora, come stanno dimostrando numerose e recenti inchieste giornalistiche». A dirlo è Virginia La Mura, senatrice pompeiana del Gruppo Misto. «Ritengo – prosegue La Mura – che la possibilità, data dal Reddito di Cittadinanza, di affrancarsi da questo vero e proprio sfruttamento, sia il più grande risultato della legge. La libertà di scelta di figure lavorative già di per sé precarie, molto spesso riguardanti giovani, è un traguardo importante che rappresenta il diritto fondamentale a non dover sottostare a qualsiasi richiesta pur di guadagnare qualcosa. Il governo non faccia l’errore di privare i lavoratori di questa salvaguardia, retribuzioni e ore di lavoro devono essere sempre adeguate e in linea tra loro ed è su questo che si deve intervenire, il Reddito di Cittadinanza ha bisogno certamente di essere integrato con misure che favoriscano concretamente l’inserimento di chi ne usufruisce nel mondo del lavoro, ma il suo ruolo a difesa della dignità dei lavoratori è una garanzia intoccabile. I giovani, e non solo, hanno voglia di lavorare, si sono però stancati di essere sfruttati».

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