Castellammare. Coprifuoco per i giovani, pronto il ricorso per annullare l’ordinanza di Cimmino

«Non riusciamo a comprendere le motivazioni di questo provvedimento. Riteniamo fazioso e immaturo puntare il dito contro una precisa fascia della popolazione, serve intervento concreto»

Castellammare di Stabia. Si sentono discriminati dall'ultima ordinanza firmata dal Sindaco Gaetano Cimmino tanto da valutare un ricorso al Tar. I giovani stabiesi (fino a 24 anni) costretti a un coprifuoco anticipato, alle 18 anziché alle 20, sono pronti a presentare un ricorso al Tribunale Amministrativo della Regione Campania sul dispositivo del primo cittadino stabiese che ieri ha varato la "zona rossa rafforzata" per la prima volta in Italia. «Non riusciamo a comprendere le motivazioni di questo provvedimento. Riteniamo fazioso e immaturo puntare il dito contro una precisa fascia della popolazione, non è di certo impedendo ai giovani di uscire dopo le 18, che si fermerà questa terza ondata, ma serve un intervento più concreto. Le due fasce (18-24 e 61-65) più colpite dalla diffusione del covid vengono trattate in modo differente. Da questo provvedimento Cimmino lascia intendere la considerazione che ha delle giovani generazioni. Un agnello da sacrificare per scaricare le proprie responsabilità». A scriverlo i destinataria del provvedimento che valutano di ricorrere al Tar facendo leva soprattutto sulle motivazioni, a detta loro «insensate» che hanno indotto il primo cittadino a tale restrizione. Sarebbe quindi il secondo, dopo quello dei no dad, ricorso al Tar su un'ordinanza del Sindaco Cimmino in poche settimane.

 

 

 

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