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Politica

Il sindaco Cimmino rompe il silenzio: «Giù le mani dal Faito o vado in Procura»

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Parla di «follie giuridiche», «ombre» e «speculazioni». E prospetta l’intervento della Procura di Torre Annunciata e dell’Antimafia. Il sindaco di Castellammare, Gaetano Cimmino, dopo il silenzio sceglie la via dell’attacco frontale al Comune di Vico Equense. Parliamo della contesa del Monte Faito, con il comune costiero pronto a rilevare la gestione del 50% della montagna.

«Giù le mani dal monte Faito» è la parola d’ordine del sindaco. «Sul caso della montagna che sovrasta Castellammare di Stabia – prosegue – ne stiamo ascoltando di ogni tipo. È certamente una “corsa al versante” che mi desta non poche preoccupazioni. Ma mi spiego meglio. Non sono minimamente preoccupato dal fatto che Castellammare di Stabia possa “perdere” il proprio monte. A nessuno, ovviamente, sarà concesso di spostare una foglia senza di noi. No, la preoccupazione risiede bensì in quello che sembra essere un blitz speculativo maturato da accordi sottobanco. Strano l’interesse dello scaduto rappresentante di un Parco che non ha mai mosso un dito finora. Tante ombre e nessuna trasparenza. Tante le “spinte” che sto leggendo in queste ore. Bene. Chi vuole questa “vendita” immobiliare? Chi sta coltivando interessi sui milioni di euro che noi, e solo noi, con merito e caparbietà abbiamo sbloccato?»
Dopo l’attacco a Tristano dello Ioio, il contrattacco al Pd: «Chi ci accusa di essere “silenti” su questa tematica è lo stesso centrosinistra che il monte, o meglio i milioni di euro necessari per la mitigazione del rischio idrogeologico e per la messa in sicurezza della strada, li aveva persi. Sì, li avevano “restituiti” affermando di non avere le competenze (e le capacità ed il coraggio aggiungo io) per andare avanti e restituire il Faito agli stabiesi.
Sono proprio gli stessi che adesso hanno cominciato a ragionare e ad avallare “strane manovre” tra Città Metropolitana e Vico Equense. Quando la mia amministrazione si è insediata, grazie alla mia caparbietà ed a quella dell’assessore Giovanni Russo, quei milioni di euro li abbiamo recuperati. Abbiamo nominato il Responsabile Unico del Procedimento (Rup), effettuato indagini geologiche ed il progetto è pronto per essere attuato grazie anche al supporto ricevuto dal presidente Vincenzo De Luca. Non ci siamo fermati un solo istante su questo progetto che interessa più Enti e tanta burocrazia.
Poi, la fuga in avanti. Città Metropolitana pare interessata a cedere la propria quota del monte e a “conoscere” tale interesse è il solo Comune di Vico Equense che ha già pronto anche il piano. Ricordiamo che Faito è suddiviso al 50% di Città Metropolitana di Napoli, mentre l’altro 50% è della Regione Campania. Il monte, inoltre, ricade in tre Comuni: Castellammare, Pimonte e Vico Equense. Perché Città Metropolitana non ci ha messo al corrente di questa operazione? Come faceva Vico Equense a conoscere tale condizione? Tutto lascerebbe pensare ad un blitz molto poco trasparente su cui aleggiano ombre e sospetti. Qualcuno sta coltivando interessi su quei milioni di euro? Converrete tutti che si tratta di fatti molto gravi».
Cimmino apre invece alla proposta di Andrea Di Martino: «Bene, invece, in questo contesto, la proposta del consigliere Andrea Di Martino, che giudico lodevole e che riguarda un coordinamento tra Comuni per chiedere alla Regione di esercitare il diritto di prelazione sull’acquisto delle quote della Città Metropolitana e costruire insieme un piano di valorizzazione dei beni del Faito. Dal punto di vista politico, ho inoltre già chiesto al capogruppo regionale di Forza Italia Annarita Patriarca di presentare una interrogazione alla Regione affinché venga fatta chiarezza sulle procedure in atto e nel contempo di verificare come mai da più di un anno non viene nominato il nuovo presidente dell’Ente Parco dei Monti Lattari. Calma e sangue freddo, perché su questa storia c’è da andare fino in fondo. Sono certo che la Procura della Repubblica di Torre Annunziata potrebbe essere interessata dalla vicenda. E chissà, forse anche l’Antimafia. Giù le mani dal monte Faito».


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Castellammare, LeU e PD chiedono l’istituzione del parco urbano delle acque

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I due partiti di opposizione presentano un ordine del giorno

Castellammare di Stabia. «Realizzare il parco urbano delle acque». E’ quanto chiedono Liberi e Uguali e Partito Democratico attraverso un ordine del giorno presentato dai consiglieri Scala e Iovino. «Abbiamo presentato un Ordine del Giorno che impegna il Consiglio Comunale a richiedere al Consiglio Regionale la possibilità di riaprire i termini affinchè la nostra città possa presentare la necessaria documentazione per la realizzazione del Parco Urbano delle Acque. Ad 11 anni dall’emanazione della Legge Regionale è stato perso fin troppo tempo, Castellammare ha tutte le caratteristiche per vedere realizzato uno strumento che insieme alla tutela veda la promozione della nostre risorse. La città di Castellammare di Stabia ha tutte le caratteristiche previste dal regolamento. Un’assoluta straordinarietà e particolarità che non ha eguali nel panorama nazionale e internazionale: in un tratto ben limitato geograficamente e urbanisticamente sgorgano 28 sorgenti con caratteristiche chimiche ed organolettiche ben differenziate. Questo in una fascia di territorio collocata tra Piazza Fontana Grande e La sorgente del Muraglione, comprendendo Via B.Brin e le strade limitrofe, Via Visanola, le antiche Terme, le sorgenti Madonna e Acetosella e la stessa Via Acton».

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