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Ditta delle pulizie del Comune in odore di camorra, il sindaco: «Così l’abbiamo cacciata»

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«Facciamo pulizia. Noi la facciamo, ogni giorno». Il sindaco Gaetano Cimmino riannoda i fili e fa chiarezza sulla ditta di pulizie in odore di camorra, tirata in ballo da un pentito. Un’azienda riconducibile ai D’Alessandro, secondo il collaboratore di giustizia.
«Uno dei primi casi inseriti nella cosiddetta “Operazione Pulizia” dell’amministrazione comunale riguarda il servizio di pulizia a Palazzo Farnese» fa sapere il primo cttadino.
«Era il 27 luglio 2018 – racconta – quando con una nota dettagliata ho chiesto al segretario generale dell’epoca, Monica Cinque, di relazionare in merito ai criteri con cui gli uffici competenti avevano provveduto a prorogare il servizio di pulizia e a determinare gli importi dei ribassi, specificando tra l’altro se agli atti risultavano lettere di contestazione. Una nota a cui il segretario aveva risposto evidenziando di aver riscontrato due atti non conformi, relativi rispettivamente ad una proroga e alla conseguente liquidazione relative al 2017, definendo alcune prescrizioni di cui gli uffici di settore non avrebbero tenuto conto. Ebbene, all’esito di tale nota, il 17 settembre 2018 ho deciso di inviare un esposto alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata per chiedere di approfondire in merito alle procedure di assegnazione del servizio. E da allora nessuna proroga è stata più accordata alla ditta presso codesto ente.
Emerge poi, dalle indagini recenti di cui racconta la stampa, che la ditta risulta attenzionata a seguito delle dichiarazioni di alcuni pentiti di camorra. L’Operazione Pulizia riguarda tutta una serie di accertamenti ed approfondimenti che l’amministrazione sta mettendo in campo sin dal 2018. Tante sono le denunce e le segnalazioni inoltrate alle forze dell’ordine ed alle Procure competenti, per una gestione amministrativa trasparente e scevra da qualsiasi profilo di illegittimità ed illegalità».


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