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L’elezione del presidente diventa un caso: la «staffetta» slitta di un altro mese

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l’elezione del presidente diventa un caso: la «staffetta» slitta di un altro mese

La presidenza del consiglio comunale diventa un caso. In un mese, quello di aprile, saranno convocati quattro consigli. E in nessuno di questi c’è, almeno per l’ora, l’elezione del capo dell’assise tra gli ordini del giorno.

Dopo quattro mesi si torna nell’aula virtuale di Palazzo Farnese, in videoconferenza. Il primo appuntamento è il 12 aprile con la votazione di alcuni debiti fuori bilancio e l’ingresso di Alfonso Lucarelli e Annamaria Maiello in consiglio, per sostituire Antonio Cimmino e Sabrina Di Gennaro, che nel frattempo sono entrati in giunta. All’ordine del giorno anche la mozione su Faito presentato da Andrea Di Martino & Co.

Il tour de force continua il 16 aprile con una seduta monotematica su MeridBulloni. Il 19 aprile si replica per l’approvazione delle tariffe delle tasse comunali. Così da arrivare al 26 aprile al bilancio di previsione, molto probabilmente in presenza e spacchettato in due convocazioni.

Per il momento non c’è traccia della votazione del presidente del consiglio comunale. Anche perché, in realtà, non sono ancora state protocollate le dimissioni del presidente in carica Vincenzo Ungaro. Tutto si è bloccato per via della votazione a scrutinio segreto che un consiglio in videoconferenza non può garantire. E i malumori serpeggiano di nuovo in maggioranza, nonostante un rimpasto che pare abbia accontentato buona parte del centrodestra.

Daniele Di Martino


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