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Colonia dei ferrovieri, la Deputata Manzo(M5S) precisa: «Non mia né del M5S la proposta di spostare la caserma dei Vigili del Fuoco»

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Teresa-Manzo

«La proposta di spostare i VVFF nella ex Colonia dei Ferrovieri di Pozzano non è né mia né del M5S Stabia». Lo precisa la Deputata M5S Teresa Manzo in riferimento ad un articolo pubblicato nella giornata di ieri su StabiaNews. «Affermare -prosegue la deputata – che la richiesta di trasferimento della Caserma dei Vigili del Fuoco di Castellammare di Stabia presso l’ex Colonia dei Ferrovieri sia mia rappresenta il falso. In primo luogo, va chiarito che sulla caserma dei VVFF ho soltanto rappresentato al Sottosegretario le numerose criticità dell’attuale Caserma ubicata in Via Virgilio. Sul riposizionamento della Caserma non ho formulato alcuna proposta, dal momento che ritengo sia opportuno che questo tipo di decisioni vengano prese alla luce di una progettazione complessiva che dovrebbe avere l’Amministrazione Comunale e che riguardi l’intero territorio cittadino, soprattutto se l’obiettivo è quello di incentivare uno sviluppo turistico della città. L’individuazione della Ex Colonia Ferrovieri – a cui non ho tra l’altro mai fatto riferimento – è stata fatta dal Comando Regionale dei VVFF, come precisato nel comunicato diffuso a mezzo stampa. Quindi, appare chiaro che la proposta di spostare i VVFF nella ex Colonia dei Ferrovieri di Pozzano non sia né mia né del M5S Stabia».

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Dimissioni, il «no» di D’Apice dopo una lite in villa con il sindaco | IL RETROSCENA

Commissione ancora al lavoro: pronte le verifiche sulle nuove assunzioni a Palazzo Farnese

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Dopo tanto discutere, sulla stampa e nelle segrete stanze di Palazzo Farnese, non cambierà nulla. Tutti restano al proprio posto. Almeno per ora. Eppure il sindaco Gaetano Cimmino, ben consigliato, aveva provato a smuovere le acque. Voleva dare un segnale alla commissione d’accesso, alla Prefettura, al ministro dell’interno. L’idea di far dimettere Emanuele D’Apice era diventata quasi una necessità. E invece ogni tentativo è risultato vano. Arriva il netto rifiuto di D’Apice a restituire l’incarico che tanto ha fatto discutere, dando il “la” per l’invio della commissione d’accesso, che altrimenti sarebbe arrivata soltanto dopo precise risultanze delle indagini che la Dda e la Procura di Torre Annunziata stanno svolgendo.

Il presidente del consiglio comunale non è disposto a tornare sui propri passi. E nei giorni scorsi l’ha comunicato in un confronto-scontro in villa comunale con il sindaco Gaetano Cimmino. I due sono stati notati mentre discutevano animatamente. Segno evidente del nervosismo che regna a Palazzo Farnese.

Cimmino, in questi giorni, sta provando a rimettere in sesto la barca che pende dal lato della Procura antimafia. Non a caso, il sindaco ha fatto notare sui social la costituzione di parte civile nel processo contro i clan stabiesi. Ha poi dato indirizzi precisi al comandante della polizia municipale per un controllo più accurato del territorio e per l’installazione di new jersey per combattere i parcheggiatori abusivi dell’acqua della Madonna.

Nel frattempo gli occhi dei commissari del Viminale si sono concentrati prima sulle pratiche urbanistiche a favore dei politici di Palazzo Farnese, poi sulle parentele «scomode» dei consiglieri comunali. Infine, un altro capitolo da affrontare sono anche le ultime assunzioni attraverso i concorsi pubblici. In questo caso potrebbero spuntare delle sorprese tra i nomi dei nuovi assunti, con verifiche sui legami di parentela con politici di Castellammare e del napoletano.

Daniele Di Martino

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