Politica
D’Apice eletto presidente, giallo su un voto «ballerino»: è caccia al franco tiratore del centrodestra
Due voti in meno anche grazie all’assenza cronica di Giulio Morlino: l’ex consigliere della Lega medita le dimissioni
Semaforo verde per D’Apice ma con un franco tiratore nella maggioranza. Si è arrivati alla terza votazione per poter eleggere il nuovo presidente del consiglio, il successore di Vincenzo Ungaro, eletto tre anni fa al primo colpo con tre voti dell’opposizione.
Questa volta la maggioranza del sindaco Cimmino ha dovuto faticare un po’ prima di raggiungere l’obiettivo: D’Apice sale sullo scranno più alto dell’aula consiliare Falcone-Borsellino, al termine di un lungo botta e risposta. Il sindaco, infatti, cercava una convergenza dell’opposizione. Non c’è stata. Ma Francesco Nappi del Movimento Cinque Stelle, unico candidato alla vicepresidenza, è stato eletto ugualmente al primo colpo anche con i voti della maggioranza.
Preoccupano, però, i numeri in consiglio comunale. Il campanello d’allarme è scattato non solo con l’assenza, ormai cronica, di Giulio Morlino. Il consigliere Dc non era al fianco del capogruppo Barbara Di Maio e dalle stanze di Palazzo Farnese si vocifera di un allontanamento definitivo dalla politica, con sempre più probabili dimissioni. A questo si aggiunge il giallo di un «voto ballerino». Secondo i presenti in consiglio, D’Apice avrebbe dovuto incassare 16 preferenze. E invece si è fermato a 15, con Nappi che ha totalizzato un voto più rispetto alle aspettative. E’ quindi partita la caccia al franco tiratore della maggioranza di centrodestra.
Nonostante tutto, il nuovo capo dell’assise si gode il momento: «Sarò il presidente di tutti, anche dell’opposizione» esordisce Emanuele D’Apice, che poi si commuove quando ricorda il padre scomparso un anno fa: «Devo tutto a lui, mi ha insegnato tutto».
Daniele Di Martino

