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Domani è il giorno di D’Apice, Nappi verso la vicepresidenza. Ma pesano le assenze nel centrodestra

Due forfait annunciati in maggioranza e l’incognita Fondazione Dc, numeri risicati per il nuovo presidente

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Emanuele-D'Apice

I numeri potrebbero essere risicati per l’elezione del nuovo presidente del consiglio comunale. A meno di clamorose sorprese, sarà Emanuele D’Apice ad occupare lo scranno più alto dell’aula Falcone-Borsellino. Ma pesano le assenze di due esponenti della maggioranza. Forfait annunciati per Tina Donnarumma e Enza Maresca, ma per motivi di lavoro e non politici. Se a questo si aggiunge la posizione non ancora chiara della Fondazione Dc, D’Apice rischia di essere eletto con numeri risicati. Dovrebbe comunque farcela. Nella Dc continua a tenere banco l’appoggio esterno all’amministrazione Cimmino. Senza assessori, deciderà di volta in volta se votare insieme alla maggioranza. E anche domani potrebbe registrarsi l’assenza di Giulio Morlino, non presente nel consiglio comunale del bilancio, quando era invece della maggioranza il capogruppo Barbara Di Maio. Domani il centrodestra potrebbe quindi registrare dai tre ai quattro voti in meno, riuscendo comunque ad eleggere D’Apice.

L’opposizione invece punta tutto su Francesco Nappi, candidato alla presidenza ma senza numeri per giocare uno scherzetto a D’Apice. Ma il grillino è candidato anche alla vicepresidenza, ruolo per cui nessuno del centrodestra è candidato. Quindi si profila l’elezione di Nappi come vice di D’Apice.

Daniele Di Martino


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Dimissioni, il «no» di D’Apice dopo una lite in villa con il sindaco | IL RETROSCENA

Commissione ancora al lavoro: pronte le verifiche sulle nuove assunzioni a Palazzo Farnese

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Dopo tanto discutere, sulla stampa e nelle segrete stanze di Palazzo Farnese, non cambierà nulla. Tutti restano al proprio posto. Almeno per ora. Eppure il sindaco Gaetano Cimmino, ben consigliato, aveva provato a smuovere le acque. Voleva dare un segnale alla commissione d’accesso, alla Prefettura, al ministro dell’interno. L’idea di far dimettere Emanuele D’Apice era diventata quasi una necessità. E invece ogni tentativo è risultato vano. Arriva il netto rifiuto di D’Apice a restituire l’incarico che tanto ha fatto discutere, dando il “la” per l’invio della commissione d’accesso, che altrimenti sarebbe arrivata soltanto dopo precise risultanze delle indagini che la Dda e la Procura di Torre Annunziata stanno svolgendo.

Il presidente del consiglio comunale non è disposto a tornare sui propri passi. E nei giorni scorsi l’ha comunicato in un confronto-scontro in villa comunale con il sindaco Gaetano Cimmino. I due sono stati notati mentre discutevano animatamente. Segno evidente del nervosismo che regna a Palazzo Farnese.

Cimmino, in questi giorni, sta provando a rimettere in sesto la barca che pende dal lato della Procura antimafia. Non a caso, il sindaco ha fatto notare sui social la costituzione di parte civile nel processo contro i clan stabiesi. Ha poi dato indirizzi precisi al comandante della polizia municipale per un controllo più accurato del territorio e per l’installazione di new jersey per combattere i parcheggiatori abusivi dell’acqua della Madonna.

Nel frattempo gli occhi dei commissari del Viminale si sono concentrati prima sulle pratiche urbanistiche a favore dei politici di Palazzo Farnese, poi sulle parentele «scomode» dei consiglieri comunali. Infine, un altro capitolo da affrontare sono anche le ultime assunzioni attraverso i concorsi pubblici. In questo caso potrebbero spuntare delle sorprese tra i nomi dei nuovi assunti, con verifiche sui legami di parentela con politici di Castellammare e del napoletano.

Daniele Di Martino

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