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Politica

Una «caserma sul mare», l’ultima folle idea per la colonia dei Ferrovieri | IL COMMENTO

Vigili del fuoco e guardia di finanza con vista sul golfo, rinunciando a strutture ricettive capaci di creare lavoro ed economia

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«Una caserma sul mare». E non è una rivisitazione del celebre brano di Fred Bongusto. E’ soltanto l’ultima folle idea per l’ex colonia dei Ferrovieri a Pozzano. Una struttura che, in un paese normale, sarebbe riconvertita in una struttura turistica, viene invece destinata a ospitare le caserme di vigili del fuoco e guardia di finanza. Roba da ammattire.

La proposta è della deputata grillina Teresa Manzo, mentre la proprietà è del demanio e delle Ferrovie dello Stato. E’ vero, la struttura da decenni è abbandonata a se stessa, spesso ricovero di senzatetto e ricettacolo di immondizia. Ma andrebbe compiuto ogni sforzo per assicurare un futuro turistico a quell’area, a due passi dal mare. In questo il Comune e in particolare il sindaco Gaetano Cimmino dovrebbe recitare un ruolo di primo piano e farsi promotore di iniziative. Ma sulla questione non si è mai espresso il primo cittadino di Forza Italia, rischiando quindi di soccombere alle folli idee che stanno venendo a galla.

Piuttosto ci sono aree molto più idonee a ospitare caserme. Su tutte la scuola Salvati di Scanzano, ormai destinata a ospitare il solito centro sociale che da qui a qualche anno potrebbe chiudere i battenti per mancanza di fondi. E invece una caserma nel fortino del clan D’Alessandro sarebbe un segnale importante sul piano della legalità.

Daniele Di Martino


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Politica

Dimissioni, il «no» di D’Apice dopo una lite in villa con il sindaco | IL RETROSCENA

Commissione ancora al lavoro: pronte le verifiche sulle nuove assunzioni a Palazzo Farnese

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Dopo tanto discutere, sulla stampa e nelle segrete stanze di Palazzo Farnese, non cambierà nulla. Tutti restano al proprio posto. Almeno per ora. Eppure il sindaco Gaetano Cimmino, ben consigliato, aveva provato a smuovere le acque. Voleva dare un segnale alla commissione d’accesso, alla Prefettura, al ministro dell’interno. L’idea di far dimettere Emanuele D’Apice era diventata quasi una necessità. E invece ogni tentativo è risultato vano. Arriva il netto rifiuto di D’Apice a restituire l’incarico che tanto ha fatto discutere, dando il “la” per l’invio della commissione d’accesso, che altrimenti sarebbe arrivata soltanto dopo precise risultanze delle indagini che la Dda e la Procura di Torre Annunziata stanno svolgendo.

Il presidente del consiglio comunale non è disposto a tornare sui propri passi. E nei giorni scorsi l’ha comunicato in un confronto-scontro in villa comunale con il sindaco Gaetano Cimmino. I due sono stati notati mentre discutevano animatamente. Segno evidente del nervosismo che regna a Palazzo Farnese.

Cimmino, in questi giorni, sta provando a rimettere in sesto la barca che pende dal lato della Procura antimafia. Non a caso, il sindaco ha fatto notare sui social la costituzione di parte civile nel processo contro i clan stabiesi. Ha poi dato indirizzi precisi al comandante della polizia municipale per un controllo più accurato del territorio e per l’installazione di new jersey per combattere i parcheggiatori abusivi dell’acqua della Madonna.

Nel frattempo gli occhi dei commissari del Viminale si sono concentrati prima sulle pratiche urbanistiche a favore dei politici di Palazzo Farnese, poi sulle parentele «scomode» dei consiglieri comunali. Infine, un altro capitolo da affrontare sono anche le ultime assunzioni attraverso i concorsi pubblici. In questo caso potrebbero spuntare delle sorprese tra i nomi dei nuovi assunti, con verifiche sui legami di parentela con politici di Castellammare e del napoletano.

Daniele Di Martino

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