Seguici sui Social


Politica

Il centrodestra stabiese è già a pezzi, a rischio i numeri per il bilancio

La Maiello già si defila, nessuno vuole la presidenza della commissione politiche sociali. Spaccatura sull’ipotesi dimissioni di D’Apice. Così si rischia di andare a casa!

Pubblicato

il


Le voci di dentro raccontano di un centrodestra in preda a una crisi di nervi. L’arrivo a Castellammare della commissione d’accesso non fa dormire sonni tranquilli ai consiglieri di maggioranza, che da giorni si interrogano su quanto prodotto dall’amministrazione in questi tre anni.

C’è preoccupazione soprattutto tra gli ultimi arrivati. E’ il caso di Annamaria Maiello, entrata in consiglio da poco più di un mese, che si è ritrovata nel bel mezzo della bufera. Le voci che provengono da Palazzo Farnese lasciano trapelare una certa scollatura con il gruppo di «Solo per Castellammare» e un rapporto già ai minimi storici con il sindaco Gaetano Cimmino.

C’è poi la questione della commissione politiche sociali, che rimane ancora senza presidente. E’ stata proposta a diversi consiglieri di Forza Italia, ma nessuno ha voluto accettare l’incarico.

Mentre tiene ancora banco il caso D’Apice. Una parte della maggioranza ha espresso apprezzamento sull’ipotesi di dimissioni. Ma gli «ortodossi cimminiani» non vogliono sentire ragioni.

E in questo quadro è difficile andare in consiglio comunale, con numeri che potrebbero non garantire l’approvazione del bilancio consuntivo. Un ritardo che ha determinato la diffida da parte del Prefetto, costretto a intervenire su Castellammare inviando anche la commissione d’accesso per verificare eventuali condizionamenti della camorra.

Il centrodestra è già a pezzi. E non si esclude una fine anticipata della consiliatura, al netto del rischio scioglimento da parte del Viminale.

Daniele Di Martino


Pubblicità

Politica

Dimissioni, il «no» di D’Apice dopo una lite in villa con il sindaco | IL RETROSCENA

Commissione ancora al lavoro: pronte le verifiche sulle nuove assunzioni a Palazzo Farnese

Pubblicato

il

Dopo tanto discutere, sulla stampa e nelle segrete stanze di Palazzo Farnese, non cambierà nulla. Tutti restano al proprio posto. Almeno per ora. Eppure il sindaco Gaetano Cimmino, ben consigliato, aveva provato a smuovere le acque. Voleva dare un segnale alla commissione d’accesso, alla Prefettura, al ministro dell’interno. L’idea di far dimettere Emanuele D’Apice era diventata quasi una necessità. E invece ogni tentativo è risultato vano. Arriva il netto rifiuto di D’Apice a restituire l’incarico che tanto ha fatto discutere, dando il “la” per l’invio della commissione d’accesso, che altrimenti sarebbe arrivata soltanto dopo precise risultanze delle indagini che la Dda e la Procura di Torre Annunziata stanno svolgendo.

Il presidente del consiglio comunale non è disposto a tornare sui propri passi. E nei giorni scorsi l’ha comunicato in un confronto-scontro in villa comunale con il sindaco Gaetano Cimmino. I due sono stati notati mentre discutevano animatamente. Segno evidente del nervosismo che regna a Palazzo Farnese.

Cimmino, in questi giorni, sta provando a rimettere in sesto la barca che pende dal lato della Procura antimafia. Non a caso, il sindaco ha fatto notare sui social la costituzione di parte civile nel processo contro i clan stabiesi. Ha poi dato indirizzi precisi al comandante della polizia municipale per un controllo più accurato del territorio e per l’installazione di new jersey per combattere i parcheggiatori abusivi dell’acqua della Madonna.

Nel frattempo gli occhi dei commissari del Viminale si sono concentrati prima sulle pratiche urbanistiche a favore dei politici di Palazzo Farnese, poi sulle parentele «scomode» dei consiglieri comunali. Infine, un altro capitolo da affrontare sono anche le ultime assunzioni attraverso i concorsi pubblici. In questo caso potrebbero spuntare delle sorprese tra i nomi dei nuovi assunti, con verifiche sui legami di parentela con politici di Castellammare e del napoletano.

Daniele Di Martino

Continua a leggere

Trending