Cronaca

Faito Doc Festival 2021: la star è l’incanto della montagna

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Entusiasmo alle stelle per il festival del cinema documentario. Martedì la premiazione dei vincitori

Faito. E’ la montagna con la sua immensa bellezza la star del Festival del Documentario giunto alla sua XIV edizione a confermarlo i registi presenti, da una settimana, sul monte che sovrasta i comuni di Castellammare di Stabia e Vico Equense . ‘’Sono molto contento di essere qua- afferma Simon Bonanni- qui su questo monte che non conoscevo’’. Simon Bonanni ,dopo aver realizzato il suo primo cortometraggio Les Médouny nel 2016, sta lavorando ai suoi progetti per cortometraggi di finzione. Attualmente sta finendo la post-produzione del suo prossimo film L’Episode, con Lou de Laage e Corentin Fila. Copierons è la sua seconda serie, prodotta con il suo amico Tarek Haoudy. La difficoltà di comunicare e l’ambiguità dei rapporti umani all’interno della famiglia o della coppia sono i suoi temi principali. ‘’In un posto così con un team così tutto diventa bellissimo – aggiunge il giovane regista – essere qui mi incanta’’. Sulla stessa scia di Simon Bonanni il regista Serge Kestemont a Faito per proseguire nella seconda metà di agosto le riprese del film documentario che ha come protagonista il Centro il Camino. ‘’ Seguo i direttori del festival e registi Turi Finocchiaro e Nathalie Rossetti da tempo . Stiamo lavorando a questo documentario che vede come protagonista il Centro di Psicoterapia Residenziale il Camino. Abbiamo già tante ore di materiale registrato. Il 12 Agosto inizieremo a girare nuovamente’’. Parlare del Faito Doc Festival attraverso i protagonisti del Camino significa tornare all’origine del nostro amore per il documentario, al piacere dell’incontrarsi, al sapere ascoltare e condividere l’intimo e l’avventura della vita attraverso l’Arte. Accoglienza eccezionale per la regista Sou Abadi ‘’E’ stato un piacere essere qui’’ . La regista iraniana naturalizzata francese, vive a Parigi dove dal 1994 lavora come montatrice per numerosi film, compreso “La nouvelle Eve” (1999) di Catherine Corsini. Nel 1997 dirige il documentario “Iraniens de France”. L’esordio alla regia di lungometraggi è nel 2000 con “S.O.S. a Teheran” e “Due sotto la Burqa” . Una bella accoglienza al festival e in Italia per la regista protagonista al festival di una MASTER class con Jérôme Boivin. ‘’Questo è un festival di scambi appassionati, di umanità e familiarità. Qui non c’è un lato formale rispetto agli altri festival’’ Parole del regista Jérôme Boivin che fin dai suoi primi cortometraggi crea degli universi che si scollano dall’abituale, cerca di aprire brecce in una realtà spesso troppo satura. I suoi film si muovono al confine dei generi, con racconti apparentemente classici che possono scivolare, nel corso di una scena o di un dialogo, nella commedia, nel bizzarro o nel fantastico. Oltre al suo lavoro di regista, dal 2010 insegna sceneggiatura e regia alla Femis e alla scuola Louis Lumière di Parigi. Proiezioni, momenti di riflessione, e tanta cultura ad alta quota per il Festival patrocinato dalla Regione Campania e dalla Città di Vico Equense. Martedi la serata conclusiva con la premiazione dei vincitori da parte della Giuria composta tra gli altri da Stefano Martufi, Simone Mestroni, Isabelle Rey, Javid Sobhani, Wojciech Staroń.


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