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Il 26 luglio 1964 l’inaugurazione delle Terme: l’amaro compleanno tra incuria e abbandono

Dopo tre anni l’amministrazione Cimmino non ha ancora un piano

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il 26 luglio 1964 l’inaugurazione delle terme: l’amaro compleanno tra incuria e abbandono


57 anni fa, il 26 luglio del 1964, fu inaugurato il complesso Termale del Solaro di Castellammare. È ancora un compleanno amaro. Dopo anni di abbandono cadono a pezzi e la politica fa poco o nulla per riattivare le Terme.
A ricordarlo è Tonino Scala: “Le Terme compiono gli anni, ma è un triste e confuso “compleanno”. Le Nuove Terme sono chiuse ormai da 7 anni e le Antiche, benché ristrutturate, non funzionano dagli anni 80. Il modo migliore per onorare questa ricorrenza è mettersi a lavorare sul serio, conservare memoria di cosa hanno rappresentato le Terme negli anni per Castellammare, e allo stesso tempo però, avere grande coraggio per affrontare la sfida del rilancio.
In tre anni, perché son tre anni che questo Consiglio comunale è stato eletto, ho provato ma dare un contributo di idee, ma chi governa è confuso e non ha messo in campo ancora nulla. Manca un visione mentre il tempo passa inesorabile”. Ma


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Niente case nell’area Cirio: solo servizi pubblici e attività turistiche

L’indirizzo della commissione per il Puc: addio ai 226 alloggi

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il 26 luglio 1964 l’inaugurazione delle terme: l’amaro compleanno tra incuria e abbandono

Niente case nell’area Cirio. Con la delibera approvata dai commissari prefettizi, inviati a Castellammare dopo lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche, mette una pietra tombale sul progetto. In realtà, in seguito a polemiche e inchieste giudiziarie, è stata proprio la proprietà dell’ex Cirio (la Polgre) a chiedere un cambio di destinazione d’uso, cancellando la realizzazione di 226 alloggi residenziali. In pratica la proprietà ha chiesto e ottenuto parzialmente di realizzare uffici, aree parcheggio e aree verdi nelle osservazioni inviate al Comune. D’altronde la stessa intenzione l’aveva mostrata anche con una precedente manifestazione inviata a Palazzo Farnese lo scorso anno.

Una proposta che la commissione ha accolto in parte la proposta, prevedendo nel nuovo Puc di destinare quest’area a servizi pubblici e attività turistico-ricettive, escludendo “ogni forma di ricettivo-residenziale”.

Stesso discorso anche per i molini Nuova Daunia, la cui proprietà aveva presentato un progetto di housing sociale. In questo caso la commissione non ha accolto l’osservazione presentata dalla proprietà, che chiedeva di inserire l’intervento nel piano urbanistico. Anche in questo caso, ancora una volta, la commissione ha chiarito che non ci sarà alcun housing sociale a Castellammare.

Daniele Di Martino

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