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Cronaca

Sopra al 4% l’indice del contagio in Campania, il 92% dei ricoverati non è vaccinato

Chi necessita di cure ospedaliere non è vaccinato

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Campania


Sono 539 i nuovi casi di Covid in Campania, dove sono stati effettuati 13.080 test. Cinque i decessi nelle ultime 48 ore, 2 precedenti ma registrati ieri. I posti letto di terapia intensiva occupati sono 22 su 656, quelli di degenza 348 su 3.160. A renderlo noto è l’Unità di Crisi regionale nella pubblicazione del consueto bollettino. I dati si riferiscono alle ultime 24 ore. Intanto secondo quanto annunciato dal Governatore della Campania, Vincenzo de Luca, circa il 92% dei pazienti positivi ed ospedalizzati non è vaccinato.

«Dalla ricognizione effettuata in tutte le strutture sanitarie della Campania, è risultato che il 92 per cento dei ricoverati in Terapia Intensiva non è vaccinato. Dalle stesse – scrive il Presidente De Luca – verifiche è risultato che l’83 per cento dei pazienti ricoverati nei reparti di Terapia Sub Intensiva, non è vaccinato. Sono dati di estremo significato che mettono ancor più in evidenza la necessità di completare le vaccinazioni per tutte le fasce di età. Dati rispetto ai quali ogni esitazione diventa irresponsabile». Proprio sulla campagna vaccinale ad oggi pomeriggio sono sette milioni le somministrazioni effettuate in Campania. Lo ha comunicato l’Unità di crisi regionale. I dati sono aggiornati alle ore 14 di oggi. Complessivamente al momento sono stati vaccinati con la prima dose 3.800.996 cittadini. Di questi 3.204.390 hanno completato la vaccinazione con la seconda dose. Le somministrazioni effettuate sono state finora in totale: 7.005.386.


Cronaca

Comune, la commissione ordina controlli antimafia alle ditte appaltatrici

Controlli per i cinque anni precedenti alle aziende titolari di contratti

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Campania

Controlli antimafia a tutte le ditte appaltatrici e agli operatori che lavorano per il Comune di Castellammare. E’ questa l’ultima indicazione della triade commissariale che regge le sorti di Palazzo Farnese. In realtà si sta applicando la legge, per cui nei casi di scioglimento per infiltrazioni chiunque abbia rapporti con l’amministrazione comunale. Non a caso si legge in un avviso pubblicato sul sito dell’ente:

“In virtù di quanto disposto dall’art. 100 del Decreto Legislativo n. 159/2011, l’Ente locale, sciolto ai sensi dell’articolo 143 del decreto legislativo 267/2000, deve acquisire, nei cinque anni successivi allo scioglimento, l’informazione antimafia precedentemente alla stipulazione, all’approvazione o all’autorizzazione di qualsiasi contratto o subcontratto, ovvero precedentemente al rilascio di qualsiasi concessione o erogazione indicati nell’articolo 67 indipendentemente dal valore economico degli stessi. Pertanto alle istanze presentate sul portale impresainungiorno.gov.it è necessario allegare il modello di informazione antimafia. Tale modulo deve essere compilato (e ritrasmesso con allegato un documento di identità del dichiarante in corso di validità o firmato digitalmente) da parte di tutti i soggetti sottoposti alla verifica antimafia ai sensi dell’art.85 del Decreto Legislativo del 6 settembre 2011, n. 159”.

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