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Inchiesta Olimpo

Olimpo, chiesti 12 anni di condanna per Adolfo Greco. I fratelli Carolei e o’ Profeta rischiano 9 e 15 anni

Mano pesante del pm della Dda Cimmarotta


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Una durissima requisitoria per chiedere condanne pesanti per gli imputati del processo Olimpo. Il pm antimafia Giuseppe Cimmarotta usa il pugno duro e chiede 12 anni per Adolfo Greco, l’imprenditore del latte a cui la Dda contesta di “scendere a patti con i clan”, contrariamente alla tesi portata avanti dalla difesa che lo considera “vittima della camorra”. Il pm punta tutto su due episodi di estorsione, per cui Greco avrebbe fatto da tramite, “consigliando” il pagamento in favore di due cartelli criminali. Nel corso del processo Greco si è giustificato così: “L’ho fatto per difendere la mia famiglia, avevo paura”. Ora la palla passa in mano al collegio giudicante, che il 9 novembre si esprimerà su Greco e sugli altri boss e gregari finiti a processo.

Cimmarotta usa il pugno duro anche per i fratelli Carolei, Michele e Raffaele fratelli di Paolo, per cui la richiesta di condanna è 9 anni di reclusione. Stessa richiesta per Umberto Cuomo, ritenuto uomo di fiducia degli Afeltra. Pene ancora più severe (15 anni) richieste per gli esponenti del clan Cesarano, Luigi Di Martino alias ‘o Profeta e Attilio Di Somma, accusato di aver piazzato la bomba al supermercato Sole 365.


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Inchiesta Olimpo

Rischio infiltrazioni della camorra, la commissione d’accesso chiede altri tre mesi di verifiche

Gli ispettori nei prossimi giorni dovrebbero inviare una richiesta di proroga al Viminale

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La deadline è fissata al 24 agosto. E’ il giorno in cui terminerebbe l’incarico della commissione d’accesso, il pool ispettivo inviato dal ministero dell’Interno per verificare eventuali infiltrazioni mafiose nella vita amministrativa del Comune di Castellammare. Ma si va verso una proroga, l’unica possibile, di ulteriori tre mesi di verifiche. Un’eventualità che inizialmente sembrava scongiurata, avendo acquisito tutti gli atti già nella prima settimana di incarico a cavallo tra maggio e giugno. E invece sono state necessarie altre acquisizioni di documenti, tra cui alcuni atti relativi al settore ambiente del comune stabiese.

In quest’ottica, sembra ormai scontata la richiesta di proroga dell’incarico. Nei prossimi giorni, infatti, la triade commissariale inoltrerà la richiesta al prefetto Valentini. A questo punto sembra scontato il prolungamento delle verifiche e quindi la nuova scadenza che cadrebbe con la fine di novembre. I risultati di tali verifiche, quindi, sarebbero attesi intorno al periodo natalizio, quando il ministro deciderà se sciogliere o consegnare nelle mani del sindaco Cimmino le prescrizioni da rispettare alla lettera per evitare la fine anticipata della consiliatura.

Daniele Di Martino

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