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Politica

Abusi edilizi nel Castello simbolo di Castellammare

L’annuncio del sindaco Cimmino: «Ordinata la demolizione»


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abusi edilizi nel castello simbolo di castellammare

Gazebo temporanei per le attività di catering diventati fissi. Almeno è questa la motivazione con cui il Comune di Castellammare ordina la demolizione di tutti gli abusi nel Castello Medievale, il monumento simbolo della città.

Ad annunciarlo è il sindaco Gaetano Cimmino: «L’ultima ordinanza in ordine di tempo è stata emessa poche ore fa nei confronti della proprietà del Castello medioevale di via Panoramica, edificio storico annoverato tra i beni culturali, per la demolizione di alcune opere abusive e per il ripristino dello stato dei luoghi».
In pratica, i tecnici del Comune, dopo diversi sopralluoghi hanno rilevato la non temporanea occupazione di un’area di pertinenza del Castello Medievale, un bene storico di proprietà di privati. Le opere avevano il via libera della Soprintendenza, ma secondo l’ufficio tecnico i gazebo per gli ospiti delle cerimonie non doveva essere fissato al suolo, ma solo poggiato, e rimosso dopo ogni evento.

dadimar


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Il tempo è scaduto! La commissione d’accesso lascia il Comune, ora c’è l’incubo scioglimento

Dopo sei mesi termina l’incarico degli ispettori del Viminale. E’ attesa la relazione che si pronuncerà sulle eventuali infiltrazioni della camorra a Palazzo Farnese

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il tempo è scaduto! la commissione d’accesso lascia il comune

Il tempo è scaduto. E’ l’ora della verità a Castellammare. Termina il lavoro della commissione d’accesso, dopo sei mesi di verifiche, per scoprire eventuali infiltrazioni della camorra a Palazzo Farnese. Nulla è stato tralasciato dalla triade del Viminale. In questi 180 giorni sono centinaia i faldoni che sono stati spulciati nei minimi particolari, un lavoro che va di pari passo con le informazioni riservate provenienti dalle forze di polizia e dalla Procura. In effetti, a quanto pare, il capitolo più scottante è quello legato alle parentele di alcuni consiglieri comunali, di maggioranza e di opposizione. Al vaglio ci sono anche le intercettazioni spuntate fuori dalle ultime inchieste, che sembrano aver ipotizzato un legame forte tra imprenditoria, malavita e politica. Un intreccio venuto fuori dalle operazioni messe in atto, dal 2018 a oggi, dall’antimafia e dalla Procura di Torre Annunziata.

C’è poi il capitolo degli atti acquisiti a Palazzo Farnese. Grande attenzione verso appalti come quello dei rifiuti e della gestione del cimitero comunale, come per il settore delle pulizie e infine il tema più scottante della gestione delle pratiche urbanistiche, per cui è stato «ingaggiato» un consulente ad hoc. Non sono stati tralasciati nemmeno temi minori come gli eventi, d’altronde una delle ultime indagini ha scoperchiato la lunga mano della camorra e in particolare di quella stabiese negli eventi privati della penisola sorrentina. Un settore che quindi fa gola alla malavita, quindi meglio vederci chiaro anche nel caso di Palazzo Farnese.

Insomma, tanta carne a cuocere. E ora si attende il verdetto della commissione d’accesso. La triade del Viminale tirerà le somme e lo farà inviando una relazione indirizzata al Prefetto di Napoli, Palomba, appena insediato dopo l’addio di Valentini, colui che ha sancito l’avvio delle verifiche antimafia al Comune di Castellammare. Infine sarà il prefetto a inviare il dossier al ministro dell’Interno, ma ogni decisione sarà ratificata in sede di consiglio dei ministri. Un decisione che potrebbe arrivare ai primi di gennaio.

Daniele Di Martino

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