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Balneabilità, Cimmino si prende tutti i meriti. E Pannullo lo sbugiarda: “Ormai è alla disperazione”

L’ex sindaco rivendica i risultati sulla balneabilità del tratto di costa in villa comunale e via De Gasperi


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“Il risultato che si sta per raggiungere sulla balneabilità è dovuto al grande lavoro svolto negli ultimi tre anni”. Parole e musica di Gaetano Cimmino, ma capaci di generare un vortice di polemiche. Ad onor del vero, il lavoro svolto anche dalle amministrazioni passate permette ora di sperare in un arenile finalmente fruibile e di un mare balneabile nel tratto di costa che va dalla villa comunale fino a Marina di Stabia. Cimmino sostiene che il merito sia soltanto degli ultimi tre anni di lavoro, quindi tutto merito della sua amministrazione. Un’affermazione che fa rivoltare l’ex sindaco Toni Pannullo: “Ormai siamo alla disperazione e al fancazzismo”, commenta irritato sui social. E forse ha anche ragione, perché la maggior parte degli scarichi abusivi sono stati chiusi durante la sua esperienza amministrativa. Mentre in passato Nicola Cuomo lavorò alla pompa di sollevamento che per qualche anno ha tenuto a bada il rivo San Marco, oltre all’entrata in funzione del depuratore biologico di Foce Sarno.

(dadimar)


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Il tempo è scaduto! La commissione d’accesso lascia il Comune, ora c’è l’incubo scioglimento

Dopo sei mesi termina l’incarico degli ispettori del Viminale. E’ attesa la relazione che si pronuncerà sulle eventuali infiltrazioni della camorra a Palazzo Farnese

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Il tempo è scaduto. E’ l’ora della verità a Castellammare. Termina il lavoro della commissione d’accesso, dopo sei mesi di verifiche, per scoprire eventuali infiltrazioni della camorra a Palazzo Farnese. Nulla è stato tralasciato dalla triade del Viminale. In questi 180 giorni sono centinaia i faldoni che sono stati spulciati nei minimi particolari, un lavoro che va di pari passo con le informazioni riservate provenienti dalle forze di polizia e dalla Procura. In effetti, a quanto pare, il capitolo più scottante è quello legato alle parentele di alcuni consiglieri comunali, di maggioranza e di opposizione. Al vaglio ci sono anche le intercettazioni spuntate fuori dalle ultime inchieste, che sembrano aver ipotizzato un legame forte tra imprenditoria, malavita e politica. Un intreccio venuto fuori dalle operazioni messe in atto, dal 2018 a oggi, dall’antimafia e dalla Procura di Torre Annunziata.

C’è poi il capitolo degli atti acquisiti a Palazzo Farnese. Grande attenzione verso appalti come quello dei rifiuti e della gestione del cimitero comunale, come per il settore delle pulizie e infine il tema più scottante della gestione delle pratiche urbanistiche, per cui è stato «ingaggiato» un consulente ad hoc. Non sono stati tralasciati nemmeno temi minori come gli eventi, d’altronde una delle ultime indagini ha scoperchiato la lunga mano della camorra e in particolare di quella stabiese negli eventi privati della penisola sorrentina. Un settore che quindi fa gola alla malavita, quindi meglio vederci chiaro anche nel caso di Palazzo Farnese.

Insomma, tanta carne a cuocere. E ora si attende il verdetto della commissione d’accesso. La triade del Viminale tirerà le somme e lo farà inviando una relazione indirizzata al Prefetto di Napoli, Palomba, appena insediato dopo l’addio di Valentini, colui che ha sancito l’avvio delle verifiche antimafia al Comune di Castellammare. Infine sarà il prefetto a inviare il dossier al ministro dell’Interno, ma ogni decisione sarà ratificata in sede di consiglio dei ministri. Un decisione che potrebbe arrivare ai primi di gennaio.

Daniele Di Martino

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