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Fincantieri, al via la costruzione di una Msc e arriva la commessa per una nave militare


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Si è svolto oggi a Castellammare di Stabia il taglio della lamiera di “Explora II”, la seconda di quattro navi da crociera di lusso di nuova concezione che Fincantieri sta costruendo per “Explora Journeys”, nuovo brand di lusso di MSC Cruises. L’ordine per questa classe di navi, annunciato nel 2018, ha un valore complessivo di oltre 2 miliardi di euro. “Explora I” è in costruzione a Monfalcone, mentre “Explora II” sarà realizzata a Sestri Ponente, con consegne previste rispettivamente nel 2023 e 2024.

Erano presenti, tra gli altri, Pierfrancesco Vago, Executive Chairman di MSC, Michael Ungerer, CEO di Explora Journeys CEO, e Luigi Matarazzo, Direttore Generale della Divisione Navi Mercantili di Fincantieri.

Le unità avranno una stazza lorda di circa 64.000 tonnellate e saranno dotate delle più recenti tecnologie disponibili. Con 461 suite, saranno caratterizzate da un design altamente innovativo, anche sotto il profilo del comfort e del relax dei passeggeri.

Con queste quattro unità, la partnership tra Fincantieri ed MSC Cruises ha raggiunto, ad oggi, otto navi: “MSC Seaside” e “MSC Seaview”, consegnate nel 2017 e nel 2018, e le 2 navi classe Seaside Evo: la prima, “MSC Seashore”, consegnata a luglio, mentre la sua gemella, “MSC Seascape”, entrerà in servizio l’anno prossimo.

Intanto, i sindacati – dopo un vertice con l’azienda – hanno annunciato l’arrivo di una nuova commessa: un’altra nave militare e lavoro fino al 2025. Con un investimento strutturale promesso da Fincantieri di circa 40 milioni per ammodernare lo scalo.


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Politica

Il tempo è scaduto! La commissione d’accesso lascia il Comune, ora c’è l’incubo scioglimento

Dopo sei mesi termina l’incarico degli ispettori del Viminale. E’ attesa la relazione che si pronuncerà sulle eventuali infiltrazioni della camorra a Palazzo Farnese

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Il tempo è scaduto. E’ l’ora della verità a Castellammare. Termina il lavoro della commissione d’accesso, dopo sei mesi di verifiche, per scoprire eventuali infiltrazioni della camorra a Palazzo Farnese. Nulla è stato tralasciato dalla triade del Viminale. In questi 180 giorni sono centinaia i faldoni che sono stati spulciati nei minimi particolari, un lavoro che va di pari passo con le informazioni riservate provenienti dalle forze di polizia e dalla Procura. In effetti, a quanto pare, il capitolo più scottante è quello legato alle parentele di alcuni consiglieri comunali, di maggioranza e di opposizione. Al vaglio ci sono anche le intercettazioni spuntate fuori dalle ultime inchieste, che sembrano aver ipotizzato un legame forte tra imprenditoria, malavita e politica. Un intreccio venuto fuori dalle operazioni messe in atto, dal 2018 a oggi, dall’antimafia e dalla Procura di Torre Annunziata.

C’è poi il capitolo degli atti acquisiti a Palazzo Farnese. Grande attenzione verso appalti come quello dei rifiuti e della gestione del cimitero comunale, come per il settore delle pulizie e infine il tema più scottante della gestione delle pratiche urbanistiche, per cui è stato «ingaggiato» un consulente ad hoc. Non sono stati tralasciati nemmeno temi minori come gli eventi, d’altronde una delle ultime indagini ha scoperchiato la lunga mano della camorra e in particolare di quella stabiese negli eventi privati della penisola sorrentina. Un settore che quindi fa gola alla malavita, quindi meglio vederci chiaro anche nel caso di Palazzo Farnese.

Insomma, tanta carne a cuocere. E ora si attende il verdetto della commissione d’accesso. La triade del Viminale tirerà le somme e lo farà inviando una relazione indirizzata al Prefetto di Napoli, Palomba, appena insediato dopo l’addio di Valentini, colui che ha sancito l’avvio delle verifiche antimafia al Comune di Castellammare. Infine sarà il prefetto a inviare il dossier al ministro dell’Interno, ma ogni decisione sarà ratificata in sede di consiglio dei ministri. Un decisione che potrebbe arrivare ai primi di gennaio.

Daniele Di Martino

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