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Il patto del “Gran caffè Napoli” tra Patriarca e Di Martino: nasce l’accordo anti-Cimmino


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il patto del “gran caffè napoli” tra patriarca e di martino: nasce l’accordo anti-cimmino

Un incontro che ha il sapore di un patto destinato a far cambiare gli equilibri della politica stabiese. Un progetto futuro che di certo non include l’attuale sindaco di Castellammare, Gaetano Cimmino.
Il patto del Gran Caffè Napoli è tra Annarita Patriarca e Andrea Di Martino, rispettivamente di Forza Italia e Italia Viva.
Chi ha origliato nei pressi del tavolino della nota caffetteria stabiese a cui erano seduti i due esponenti politici, assicura che l’oggetto del colloquio è stato il confronto su episodi analoghi tra le elezioni di Castellammare e Gragnano e su presenze di soggetti che avrebbero influenzato le elezioni in entrambe le città. Politici che sarebbero finiti anche negli atti d’inchiesta delle recenti operazioni antimafia. Tutto questo mentre si è in attesa di conoscere l’esito delle verifiche della commissione d’accesso su eventuali infiltrazioni della camorra a Palazzo Farnese.
Alberto Cimmino


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Il tempo è scaduto! La commissione d’accesso lascia il Comune, ora c’è l’incubo scioglimento

Dopo sei mesi termina l’incarico degli ispettori del Viminale. E’ attesa la relazione che si pronuncerà sulle eventuali infiltrazioni della camorra a Palazzo Farnese

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il tempo è scaduto! la commissione d’accesso lascia il comune

Il tempo è scaduto. E’ l’ora della verità a Castellammare. Termina il lavoro della commissione d’accesso, dopo sei mesi di verifiche, per scoprire eventuali infiltrazioni della camorra a Palazzo Farnese. Nulla è stato tralasciato dalla triade del Viminale. In questi 180 giorni sono centinaia i faldoni che sono stati spulciati nei minimi particolari, un lavoro che va di pari passo con le informazioni riservate provenienti dalle forze di polizia e dalla Procura. In effetti, a quanto pare, il capitolo più scottante è quello legato alle parentele di alcuni consiglieri comunali, di maggioranza e di opposizione. Al vaglio ci sono anche le intercettazioni spuntate fuori dalle ultime inchieste, che sembrano aver ipotizzato un legame forte tra imprenditoria, malavita e politica. Un intreccio venuto fuori dalle operazioni messe in atto, dal 2018 a oggi, dall’antimafia e dalla Procura di Torre Annunziata.

C’è poi il capitolo degli atti acquisiti a Palazzo Farnese. Grande attenzione verso appalti come quello dei rifiuti e della gestione del cimitero comunale, come per il settore delle pulizie e infine il tema più scottante della gestione delle pratiche urbanistiche, per cui è stato «ingaggiato» un consulente ad hoc. Non sono stati tralasciati nemmeno temi minori come gli eventi, d’altronde una delle ultime indagini ha scoperchiato la lunga mano della camorra e in particolare di quella stabiese negli eventi privati della penisola sorrentina. Un settore che quindi fa gola alla malavita, quindi meglio vederci chiaro anche nel caso di Palazzo Farnese.

Insomma, tanta carne a cuocere. E ora si attende il verdetto della commissione d’accesso. La triade del Viminale tirerà le somme e lo farà inviando una relazione indirizzata al Prefetto di Napoli, Palomba, appena insediato dopo l’addio di Valentini, colui che ha sancito l’avvio delle verifiche antimafia al Comune di Castellammare. Infine sarà il prefetto a inviare il dossier al ministro dell’Interno, ma ogni decisione sarà ratificata in sede di consiglio dei ministri. Un decisione che potrebbe arrivare ai primi di gennaio.

Daniele Di Martino

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