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Inchiesta Olimpo

Cimmino dichiara guerra al Pd e rigira la frittata: “Voi sostenuti da Greco nel 2016”


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I festeggiamenti del centrodestra alla vittoria di Cimmino, con Pentangelo e il figlio di Cesaro

È una guerra a colpi di comunicati stampa e lettere. La sentenza Olimpo acuisce lo scontro politico tra il sindaco Gaetano Cimmino e il Partito Democratico, partito di cui è stato il primo segretario cittadino.
Cimmino replica alle accuse del Pd e rigira la frittata. Senza fare nomi, fa intendere che l’imprenditore Adolfo Greco fu l’ispiratore della coalizione che portò alla vittoria Toni Pannullo nel 2016, proprio contro Gaetano Cimmino. Il Pd, come tutta l’opposizione, sostiene il ruolo determinante di Greco invece nella vittoria del centrodestra nel 2018. Uno scambio di accuse feroce.

Ecco il testo integrale del sindaco contro il Pd: 

Historia magistra vitae est. Lo affermava Cicerone oltre duemila anni fa: la storia è testimone dei tempi e fonte di verità. E basta scavare un po’ indietro nel tempo per ritrovare quel passato che il PD oggi rinnega. È chiaro a tutti, come ho già spiegato nei giorni scorsi, che per la prima volta nella storia della città la camorra si trova costretta a risarcire il Comune, a seguito della costituzione parte civile nel processo Olimpo che ho voluto fortemente per il danno d’immagine procurato all’ente. Ed è chiaro a tutti, come emerge anche dagli atti di Olimpo, quell’intreccio di rapporti tra imprenditoria e politica su cui nel 2016 si fondava la coalizione di centro che ha poi deciso di sostenere il PD due giorni prima della presentazione delle liste elettorali, senza un progetto politico né un programma. La stessa coalizione di centro che, dopo la sfiducia all’amministrazione di centrosinistra, si è smembrata dividendosi i candidati in due diverse coalizioni, entrambe collegate ancora al centrosinistra alle elezioni del 2018. Candidati ed esponenti vicini a quella classe imprenditoriale con cui il PD ha costruito la propria scalata al vertice prima di sfibrarsi tra spartizioni di poltrone e incarichi. È inutile che ora fate finta di scrollarvi di dosso quelle responsabilità che sono tutte vostre, rispetto alle quali ho appreso dagli atti di essere stato la vittima designata del vostro piano studiato a tavolino nel 2016.

Un PD guidato da un “sindaco” che nel 2017 spingeva per le case a corso De Gasperi e poi oggi finge di non volere le case a Marina di Stabia. Un PD che in cambio di qualche consulenza approvava il sottopasso a via Cosenza e poi oggi finge di non volerlo più. Un PD che, in assenza di proposte, pratica soltanto terrorismo psicologico e vuole darci lezioni di lotta alla camorra, ma poi accoglie i camorristi persino nel palazzo di città e chiude gli occhi mentre gli uffici affidavano servizi ad una ditta legata alla criminalità o appalti a rampolli del clan, come risulta dai racconti dei pentiti nei verbali di inchieste. Noi, quelle ditte, le abbiamo cacciate via senza battere ciglio. Ricordo a quel PD che siamo stati noi ad avviare e definire il procedimento motivato che ha portato all’annullamento delle precedenti attività del commissario ad acta, con il supporto della struttura comunale, per tutte le ben note vicende relative al complesso Cirio.

Dove eravate voi mentre noi ci dedicavamo anima e corpo al censimento degli immobili comunali, al contrasto all’abusivismo edilizio, agli abbattimenti, alle demolizioni, al riuso dei beni confiscati? Dove eravate mentre inauguravamo il Museo Archeologico, davamo vita al progetto dei murales nel centro storico, licenziavamo dipendenti in odore di malavita, liberavamo la scuola di Scanzano dalla centrale della droga, ripulivamo urbanisticamente e socialmente il quartiere Savorito roccaforte della camorra? Questa è la nostra azione concreta per debellare la piaga della camorra. Questi sono i fatti. E forse voi nel frattempo eravate intenti a litigare, a farvi la guerra l’un l’altro, sottobanco, tra le varie correnti che già nel 2018 vi avevano portato a presentare una lista monca alle ultime elezioni e persino nel 2016 a prendervi a schiaffi fra di voi in piazza pubblica. Non certamente sulle proposte, perché non ne avevate né avete dimostrato di averne, ma su come spartirvi pezzi di città.

Nessuno vi crede più, la vostra pantomima ha stancato i cittadini che meritano ben altri temi, ben altre discussioni, e hanno aspettative diverse da un partito politico che dovrebbe piuttosto essere fonte di idee e di proposte per la città e che invece continua a rimestare nel nulla, dopo aver collezionato fallimenti e bloccato lo sviluppo della città. Campioni di ipocrisia e litigiosità, siete stati bocciati dai cittadini per il vostro immobilismo e la vostra incapacità, che hanno portato la città in dissesto e prodotto la chiusura delle Terme e di tutte le realtà industriali del territorio.

La mia storia politica è ben diversa: sono partito dall’ultimo scranno del consiglio comunale e ho completato un percorso politico che mi ha visto fare il segretario di partito, l’assessore, il vicesindaco, il presidente del consiglio, l’esperienza da candidato sindaco nel 2016, il leader dell’opposizione e oggi, dopo 25 anni di politica attiva sui territori, il sindaco della nostra città. Ecco, la storia che ritorna a fare da testimone agli eventi. Gli eventi che raccontano di un’amministrazione che finalmente fonda le basi su un progetto politico chiaro, dopo tre sindaci mandati a casa in 5 anni, un record che reca il marchio del PD.

Olimpo è il racconto di un intreccio malsano tra imprenditoria, camorra e politica che affonda le radici in dieci anni di vuoto sulla materia urbanistica che voi del PD avete volutamente generato. Un vuoto che stiamo colmando con regole certe e tempi certi che abbiamo dettato nelle linee guida del Puc che andremo ad adottare nei prossimi mesi, ben oltre i termini e le scadenze che voi stessi non avete mai voluto rispettare, perché magari troppo intenti a litigare su poltrone e incarichi. E soprattutto Olimpo è anche la camorra che risarcisce il Comune per la prima volta nella storia per il danno di immagine arrecato ai cittadini, perché noi ci siamo costituiti parte civile per tutelare l’immagine dell’ente e della città.
Abbiate almeno un po’ di rispetto per la città che avete distrutto. Dovreste vergognarvi anche soltanto di proferire una singola parola per tutti i danni che avete arrecato ai cittadini e alla città, che avete ridotto all’osso, togliendole tutto. E iniziate a produrre proposte politiche serie, altrimenti continuerete a collezionare bocciature e fallimenti e a perdere quel briciolo di credibilità che ancora vi è rimasto. La storia è maestra di vita. E i cittadini conoscono bene la storia e ormai hanno imparato chi siete.

Gaetano Cimmino


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Politica

Il tempo è scaduto! La commissione d’accesso lascia il Comune, ora c’è l’incubo scioglimento

Dopo sei mesi termina l’incarico degli ispettori del Viminale. E’ attesa la relazione che si pronuncerà sulle eventuali infiltrazioni della camorra a Palazzo Farnese

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il tempo è scaduto! la commissione d’accesso lascia il comune

Il tempo è scaduto. E’ l’ora della verità a Castellammare. Termina il lavoro della commissione d’accesso, dopo sei mesi di verifiche, per scoprire eventuali infiltrazioni della camorra a Palazzo Farnese. Nulla è stato tralasciato dalla triade del Viminale. In questi 180 giorni sono centinaia i faldoni che sono stati spulciati nei minimi particolari, un lavoro che va di pari passo con le informazioni riservate provenienti dalle forze di polizia e dalla Procura. In effetti, a quanto pare, il capitolo più scottante è quello legato alle parentele di alcuni consiglieri comunali, di maggioranza e di opposizione. Al vaglio ci sono anche le intercettazioni spuntate fuori dalle ultime inchieste, che sembrano aver ipotizzato un legame forte tra imprenditoria, malavita e politica. Un intreccio venuto fuori dalle operazioni messe in atto, dal 2018 a oggi, dall’antimafia e dalla Procura di Torre Annunziata.

C’è poi il capitolo degli atti acquisiti a Palazzo Farnese. Grande attenzione verso appalti come quello dei rifiuti e della gestione del cimitero comunale, come per il settore delle pulizie e infine il tema più scottante della gestione delle pratiche urbanistiche, per cui è stato «ingaggiato» un consulente ad hoc. Non sono stati tralasciati nemmeno temi minori come gli eventi, d’altronde una delle ultime indagini ha scoperchiato la lunga mano della camorra e in particolare di quella stabiese negli eventi privati della penisola sorrentina. Un settore che quindi fa gola alla malavita, quindi meglio vederci chiaro anche nel caso di Palazzo Farnese.

Insomma, tanta carne a cuocere. E ora si attende il verdetto della commissione d’accesso. La triade del Viminale tirerà le somme e lo farà inviando una relazione indirizzata al Prefetto di Napoli, Palomba, appena insediato dopo l’addio di Valentini, colui che ha sancito l’avvio delle verifiche antimafia al Comune di Castellammare. Infine sarà il prefetto a inviare il dossier al ministro dell’Interno, ma ogni decisione sarà ratificata in sede di consiglio dei ministri. Un decisione che potrebbe arrivare ai primi di gennaio.

Daniele Di Martino

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