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Slitta la «sentenza» sullo scioglimento, il centrodestra di Cimmino si chiude nel silenzio

I funerali di Stato di David Sassoli fanno rinviare il consiglio dei ministri decisivo

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I silenzi valgono più di mille parole. E a parte qualche timido tentativo di far filtrare un «non ci sciolgono», a Palazzo Farnese è tutto ibernato. L’attività amministrativa è ferma, a parte le proposte di progetto di finanziamento con i fondi del Pnrr, scavate dai cassetti e risalenti alle amministrazioni Vozza e Pannullo. Nei gruppi WhatsApp della maggioranza da giorni è un deserto di parole. Non un «buon giorno», ma solo una ricca rassegna stampa mattutina che nessuno commenta.

Tutti in attesa della «sentenza». Quella di un sempre più probabile scioglimento per infiltrazioni camorristiche al Comune di Castellammare. Almeno è quello che continua a filtrare da Roma, nonostante qualche smentita di rito da parte di esponenti della maggioranza del sindaco Gaetano Cimmino.

Secondo quanto filtra da Palazzo Chigi si va verso lo stop al consiglio comunale. Nei giorni scorsi, dopo i 45 giorni di rito, il Prefetto di Napoli ha consegnato la relazione stilata dalla commissione d’accesso. Una relazione «pesante» che non lascerebbe spazio a interpretazioni.

Intanto slitta ancora il verdetto. Oggi poteva essere la giornata decisiva, ma i funerali di stato organizzati per la scomparsa di David Sassoli hanno impedito la convocazione di un consiglio dei ministri. Tutto slitterebbe alla prossima settimana, ma non si dovrebbe andare oltre la dead line fissata per l’elezione del presidente della repubblica (24 gennaio). In ogni caso, il governo ha tre mesi di tempo per decidere dal giorni in cui è stata depositata la relazione della commissione d’accesso, controfirmata dal prefetto Palomba.

Daniele Di Martino


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