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Falò dell’Immacolata, l’opposizione si «anticipa»: «Ecco il regolamento per la festa nei quartieri»

Dopo il successo di Sant’Antonio Abate, si risveglia la voglia di fucaracchi nei rioni stabiesi. Arriva la proposta dei consiglieri di minoranza al sindaco Cimmino

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Il grande successo del falò di Sant’Antonio Abate risveglia anche la voglia dei fucaracchi dell’Immacolata a Castellammare. I consiglieri di opposizione tentano di giocare di anticipo e propongono al sindaco Cimmino un regolamento per l’accensione dei falò nei quartieri, finora vietati senza dare valide alternative ai vari rioni cittadini.

L’esempio da seguire è quello di Sant’Antonio Abate, dove la sindaca Ilaria Abagnale ha organizzato una manifestazione (questa volta solo in streaming per via dei contagi) emozionante e una rappresentazione quasi teatrale dell’accensione del falò. Un qualcosa da emulare.

Casca a pennello la proposta dell’opposizione di approvare un regolamento. «L’obiettivo della manifestazione – si legge nella proposta – è di trasformare l’intera città ed in particolare i quartieri in un grande laboratorio enogastronomico, artigianale e musicale, compiendo un vero e proprio viaggio nel mondo della tradizione popolare, con spettacoli e artisti di strada lungo le strade della città.

Per questo motivo gli attori che saranno coinvolti nella manifestazione (operatori commerciali, Parrocchie, associazioni, comitati di quartiere e altri attori territoriali), dovranno sviluppare una proposta commerciale e/o culturale basata sulla promozione e valorizzazione delle risorse locali tipiche.

Tali organizzazioni per poter aderire alla manifestazione dei “Fucaracchi dell’Immacolata” e sviluppare una proposta dovranno insieme costituire un apposito “Comitato per i falò” registrandosi presso il Comune.

Il Comitato per il Falò deve chiedere tutte le dovute autorizzazioni per svolgere la manifestazione e acquista la legna a proprie spese e deve essere certificata la non tossicità della legna utilizzata. È il Comitato ad allestire il Falò e lo stesso non può in nessun caso essere più alto di due metri. Il Comitato per il falò, sotto la propria responsabilità, deve provvedere alla pulizia dell’intera area utilizzata per la manifestazione».

Daniele Di Martino


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