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Cronaca

Contagi al Comune di Castellammare, il CSA chiede screening del personale e smart working

Il Coordinamento Sindacale Autonomo ha chiesto Sindaco Cimmino uno screening del personale e valutare anche lo smart working

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Castellammare


Castellammare di Stabia. Screening del personale e possibilità di smart working. E’ la richiesta presentata da Emilio Pagano e Psqaule Bonifacio referenti del CSA, Coordinamento Sindacale Autonomo, per il Comune di Castellammare di Stabia. Una richiesta, che per ora non ha trovato risposte da parte dei Dirigenti ed è per questo che è stato interpellato il Sindaco Gaetano Cimmino, nata dopo che la variante Omicron ha invaso la città delle acque e i comuni limitrofi. «Questa organizzazione Sindacale – si legge in una nota – ritiene doveroso da parte di questa amministrazione attivare tutte le procedure atte a ridurre i contagi che la variante Omicron, visto il suo alto tasso di contagiosità potrà portare, con conseguente riduzione del personale che contagiato dovrà restare in quarantena. Al fine di prevenire siffatta situazione, si suggerisce di attivare, ognuno per le proprie competenze, da prima possibile uno screening fra tutto il personale al fine di individuare possibili positivi, ed in linea con l’emergenza, tra l’altro prorogata sino a marzo 2022, al fine di ridurre i contagi, ricorrendo anche all’attivazione del lavoro agile o smart working».

La scorsa settimana è stato necessario chiudere gli uffici di palazzo Sant’Anna per casi di positività da parte dei dipendenti. Inoltre il sindacato chiede che vengano «dati specifici atti d’indirizzo per l’adozione delle misure necessarie a garantire la sicurezza dei lavoratori. Non di meno importanza è la fattispecie inerente il protocollo anti-covid adottano in questo Ente atteso che in un precedente incontro si era stabilito di procedere a delle ispezioni presso tutte le sedi comunali per verificare lo stato di attuazione dello stesso».

 


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Cronaca

Comune, la commissione ordina controlli antimafia alle ditte appaltatrici

Controlli per i cinque anni precedenti alle aziende titolari di contratti

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Castellammare

Controlli antimafia a tutte le ditte appaltatrici e agli operatori che lavorano per il Comune di Castellammare. E’ questa l’ultima indicazione della triade commissariale che regge le sorti di Palazzo Farnese. In realtà si sta applicando la legge, per cui nei casi di scioglimento per infiltrazioni chiunque abbia rapporti con l’amministrazione comunale. Non a caso si legge in un avviso pubblicato sul sito dell’ente:

“In virtù di quanto disposto dall’art. 100 del Decreto Legislativo n. 159/2011, l’Ente locale, sciolto ai sensi dell’articolo 143 del decreto legislativo 267/2000, deve acquisire, nei cinque anni successivi allo scioglimento, l’informazione antimafia precedentemente alla stipulazione, all’approvazione o all’autorizzazione di qualsiasi contratto o subcontratto, ovvero precedentemente al rilascio di qualsiasi concessione o erogazione indicati nell’articolo 67 indipendentemente dal valore economico degli stessi. Pertanto alle istanze presentate sul portale impresainungiorno.gov.it è necessario allegare il modello di informazione antimafia. Tale modulo deve essere compilato (e ritrasmesso con allegato un documento di identità del dichiarante in corso di validità o firmato digitalmente) da parte di tutti i soggetti sottoposti alla verifica antimafia ai sensi dell’art.85 del Decreto Legislativo del 6 settembre 2011, n. 159”.

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