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Crac Terme, indagati per bancarotta i manager nominati dal centrodestra e l’ex sindaco Bobbio (I NOMI)

Per la Procura hanno causato il fallimento della società partecipata

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Luigi-Bobbio


L’ex sindaco e i manager nominati dal centrodestra stabiese indagati per bancarotta. Parliamo del crac Terme e della conclusione delle indagini che vede iscritti 11 persone tra politici e professionisti che hanno avuto incarichi di gestione nell’azienda del Solaro fallita nel 2015. C’è Luigi Bobbio tra i destinatari dell’avviso di conclusione indagini confezionata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Bobbio è stato sindaco dal 2010 al 2012 e ora è giudice della sezione fallimentare del Tribunale di Nocera Inferiore. A darne notizia il quotidiano Metropolis e l’edizione odierna de Il Mattino.

Gli altri indagati sono: Salvatore Iovieno, ex amministratore di Terme fino alla nomina di Lino Dello Ioio alla presidenza del consiglio di amministrazione, anch’egli indagato; poi Massimo Cajati, uomo di fiducia dell’ex sindaco Bobbio, Umberto Caccioppoli che nel 2010 fu candidato nella lista “Bobbio sindaco”, Francesco Paolo Ventriglia, ex amministratore unico che subentrò a Dello Ioio; Carlo Trevisan, ex direttore generale; Norberto Salza, ex amministratore unico di Sint. Infine tra gli indagati i revisori dei conti Gaetano Palumbo, Maria Schettino e Loredana Massera.

Nel mirino della Procura sono finiti quindi tutti i manager indicati dal centrodestra stabiese, ora in profondo imbarazzo per l’inchiesta scattata sul crac di quasi 15 milioni di euro che causò la chiusura per sempre dello stabilimento del Solaro.

Non mancano le reazioni. Il primo a commentare è Andrea Di Martino, esponente in consiglio di Italia Viva: “Si iniziano a diradare le nebbie. C’è una pista da seguire. Indagati l’ex sindaco Bobbio e tutti gli amministratori di quel periodo. Augurando loro che possano dimostrare la loro estraneità ai fatti. Ho nel contempo fiducia nel lavoro che sta facendo la magistratura, che mi auguro possa portare chiarezza in una vicenda su cui, volutamente, si è fatta tanta confusione”.

DADIMAR


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Politica

Scioglimento, ecco il “ricorso in bianco” per desecretare la relazione della commissione d’accesso

La strategia dell’ex sindaco per interrompere i termini e puntare a “smontare” le motivazioni del ministero

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Un ricorso “in bianco”. Così è stato definito durante le riunioni tenute dall’ex maggioranza di Gaetano Cimmino. Una soluzione prospettata dallo studio Clarizia, uno dei principi del foro di Roma, per interrompere i termini e tentare di ribaltare lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche.

Stando a quanto depositato dagli avvocati dell’ex sindaco, si tratta quindi di un ricorso che principalmente punta a far desecretare le motivazioni che hanno spinto il governo a sciogliere il consiglio comunale. Perché in realtà, ufficialmente, questi atti non ci sono. Anche se il contenuto è ben noto per essere stato riportato dalle testate giornalistiche. Ma non sarà possibile smontare queste motivazioni, almeno per il momento. Quindi si proverà a richiedere gli atti ufficiali, che per il momento il Prefetto non ha concesso, per poi provare a fare un “ricorso nel ricorso” entrando nel merito della questione.

La maggior parte dell’ex maggioranza ha firmato senza battere ciglio, in tre invece non se la sono sentita di dare il mandato all’avvocato Clarizia.

Daniele Di Martino

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