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Il Garibaldi decapitato sarà restaurato grazie alla donazione di un funzionario comunale

Sarà restaurato anche il busto di Vittorio Emanuele. Opere danneggiate dall’assalto a Palazzo Farnese nel 2011

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Un dipendente comunale fa una donazione per restaurare i busti di Garibaldi e Vittorio Emanuele, danneggiati durante l’assalto a Palazzo Farnese nel 2011. Una singolare iniziativa dell’impiegato comunale Antonio Forte, che offre la cifra di 500 euro per il restyling di entrambe le opere. Una somma che il funzionario avrebbe ricevuto come risarcimento danni, in quanto «persona offesa» in qualità di pubblico ufficiale e nell’esercizio delle sue funzioni.Un risarcimento che il dipendente comunale ha deciso di donare al Comune, che ha anche accettato con una delibera commissariale.

In questo modo, finalmente, ritorneranno alla luce i busti danneggiati nel corso di alcune proteste risalenti al mese di maggio del 2011, sfociate in gravi disordini e nell’occupazione della sede municipale di Palazzo Farnese, in seguito alla notizia della chiusura dello stabilimento Fincantieri di Castellammare.

Durante l’assalto agli uffici comunali furono danneggiati due busti lapidei commemorativi di Giuseppe Garibaldi e Vittorio Emanuele, scolpiti in marmo e risalenti al XIX secolo. In particolare, la statua marmorea di Giuseppe Garibaldi, realizzata dal maestro Giovanni Spertini (Pavia, 26 gennaio 1821 – Milano, 13 febbraio 1895), opera presentata dall’artista all’Esposizione Nazionale di Belle Arti di Napoli del 1877, successivamente acquistata dal Municipio di Castellammare di Stabia e di enorme valore artistico e storico, venne privata della testa dalla furia dei rivoltosi e fu rinvenuta, solo alcuni giorni dopo la fine delle proteste, all’interno di uno dei servizi igienici del Comune.  I due busti, dal giorno in cui si registrarono gli atti vandalici, non sono stati oggetto di intervento di ripristino o restauro e, da allora, sono rimasti «sepolti» all’interno dei locali dell’officina Comunale. Ora, solo grazie alla donazione di un dipendente comunale, rivedranno la luce.

Dadimar


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