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L’ex consigliere Nappi contro Di Maio: «Non rappresenta il M5S. A Fincantieri una passerella»

L’ex consigliere pentastellato commenta la visita di Di Maio a Fincantieri: «E’ venuto come un ladro nella notte senza rendere partecipi gli attivisti locali»

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Francesco-Nappi

Castellammare di Stabia. Non gliele ha mandate a dire a Luigi Di Maio l’ex consigliere comunale M5S Francesco Nappi. Nappi, già candidato sindaco nel 2018 per i pentastellati, ha commentato la visita del Ministro degli Esteri ieri mattina presso lo stabilimento Fincantieri di Castellammare di Stabia. Un tour nella struttura con i nuovi vertici aziendali e l’inaugurazione di alcuni locali che non è piaciuto a Nappi il quale ha parlato di «passerella» che a Fincantieri «eccellenza italiana del settore navale è sempre comoda per i politici». Un post molto duro quello di Nappi dove ha accusato Di Maio di ritornare a Castellammare di Stabia dopo tre anni e «sempre nei panni da Ministro ma di un dicastero diverso, come se fosse un’altra persona, ma sempre lui è. Oggi come allora, pensando di essere chissà chi, viene nella nostra città come “un ladro nella notte”, senza che gli attivisti locali siano resi partecipi. Eppure pochi giorni fa predicava bene parlando di democrazia interna, di inclusività, solo che poi razzola davvero male. Qual è l’inclusività? Venire in un territorio e snobbare, oggi come tre anni fa, gli attivisti o il gruppo locale? Ieri non ho partecipato alla passerella, non ho partecipato ai blablabla. Le commesse? Merito esclusivo delle strategie di Fincantieri. Il cantiere di Castellammare necessitata di investimenti per poter continuare ad essere strategico e concorrenziale. Dove sono questi investimenti? Luigi Di Maio, con un manipolo di pochissimi accoliti, non rappresenta il Movimento 5Stelle, quel Movimento che aveva cominciato a rivoluzionare la politica. Di Maio si è lasciato affascinare dal potere e si è chiuso in un “cerchio magico”. Oggi il Movimento ha una seconda chance con Giuseppe Conte, che sta raccogliendo i cocci di un Movimento dilaniato dalla sete di potere di pochi. Giuseppe Conte, un Presidente voluto dalla base, un Presidente che ha capito che il “consenso” lo si raggiunge partendo dai territori e da quanto i gruppi locali fanno per i propri concittadini. Il Movimento è con Giuseppe Conte».

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Alla manifestazione di ieri presenti anche amministratori locali e parlamentari del comprensorio. Per Carmen Di Lauro, stabiese e parlamentare M5S, la visita di Di Maio e dei nuovi vertici dell’azienda a Castellammare sottolinea ancora una volta «l’importanza del cantiere di Castellammare di Stabia. Uno stabilimento ricco di storia e tradizione, la visita del Ministro Di Maio e dei vertici dell’azienda è la dimostrazione che c’è tutta la volontà e l’impegno del Governo e di Fincantieri di investire a Castellammare, riconoscendo anche delle qualità alle nostre maestranze che lavorano con impegno e dedizione. Alle commesse sono in programma anche lavori di adeguamento della struttura per renderla ancor più competitiva ed adatta a quelle che sono le strategie aziendali. Il cantiere ha un ruolo centrale nell’economia della città, il nostro impegno è anche quello di rendere compatibile la realtà cantieristica con lo sviluppo dell’intera area portuale. Rappresentiamo il terzo porto in #Campania, questa è un’opportunità che bisogna cogliere per creare ulteriore sviluppo ed occupazione». Per Lello Vitiello, deputato stabiese di Italia Viva, «sapere che nelle intenzioni del nuovo Ad di Fincantieri Castellammare ricoprirà un ruolo centrale, in attesa che vengano anche effettuati gli interventi di innovazione e riqualificazione del sito, non può che essere motivo di soddisfazione per le maestranze in primis e per l’intera città. Da sempre lo stabilimento di Castellammare rappresenta un baluardo dell’occupazione, un simbolo della capacità e della maestria degli operai stabiesi. Una storia centenaria che, sono certo, troverà un ruolo e una collocazione come affermato dall’Ad Folgiero e dal Presidente Graziano nelle strategie aziendali di Fincantieri». Per Teresa Manzo, deputata M5S, «Lo stabilimento Fincantieri di Castellammare ha una grande storia alle spalle. Ma ora bisogna fare in modo che abbia anche un grande futuro davanti Per questo, tutti devono fare la propria parte ed è il momento di passare dalle parole ai fatti. Bisogna investire sul cantiere in modo tale che possa costruire quelle navi che, nel rispetto dell’ambiente grazie alle nuove tecnologie, riescano davvero ad assicurare lavoro alle maestranze e a dare sviluppo all’intero territorio».


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ELEZIONI | Meloni, prima “doppia cifra” nell’ex Stalingrado del Sud. Exploit Cinque Stelle, bene Forza Italia

Centrosinistra travolto dalla furia grillina

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Castellammare

E’ la prima volta in doppia cifra per Fratelli d’Italia. La destra sfonda anche nell’ex Stalingrado del Sud, Castellammare di Stabia. Soltanto la furia elettorale grillina ferma l’ascesa del centrodestra. Nel territorio stabiese i Cinque Stelle continuano ad essere il primo partito, riuscendo a spuntarla contro il centrodestra guidato da Annarita Patriarca. Un miracolo che porta la firma di Gaetano Amato. Mentre il centrosinistra ha sofferto di parecchio il nuovo exploit grillino. Nulla di nuovo da queste parti, dove il reddito di cittadinanza ha influito oltremodo nel consenso al partito di Giuseppe Conte. C’era da aspettarselo.

La sorpresa è sicuramente Fratelli d’Italia con quasi il 12%. La doppia cifra per il partito della Meloni non era per nulla scontato. A Castellammare le percentuali sono sempre state al minimo, anche quando la destra – su scala nazionale – riusciva a racimolare voti. Il partito sarà anche stato trascinato dall’effetto Meloni, la premier in pectore, ma ha dovuto fare i conti con Forza Italia, trascinato dalla candidata Annarita Patriarca e sostenuto da tutta l’ex maggioranza di centrodestra, compreso l’ex sindaco Gaetano Cimmino. I forzisti sono andati ben oltre l’8% nazionale, arrivando addirittura al 13%.

Non è stato esaltante il risultato di Azione-Italia Viva. Il partito di Renzi e Calenda non riesce ad agguantare la soglia del 6%, altro dato al di sotto della soglia nazionale.

Alla fine chi ha risentito più di tutti la furia grillina è stato il Partito Democratico. A Castellammare si arriva al 16%, ma è anche vero che a livello nazionale il partito di Letta ha forse toccato uno dei punti più bassi.

Daniele Di Martino

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