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I commissari fermano la colata di cemento: addio all’housing sociale

Atto di indirizzo della triade commissariale: stop alle nuove case, spazio solo per alberghi e edilizia pubblica

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La commissione prefettizia dice “no” a mille appartamenti e soprattutto abolisce l’housing sociale. A Castellammare arriva una rivoluzione urbanistica a leggere la delibera con la quale i commissari fermano la colata di cemento che si apprestava ad inondare la città. E quindi stop a nuove case e spazio ad alberghi e edilizia pubblica.

La scelta di non ritirare il piano urbanistico, ma di modificarlo, al momento sembra risultare vincente. Quello dei commissari prefettizi è un indirizzo chiaro: via la dicitura “residenziale” che nel Puc va sostituta con “edilizia pubblica”. Mentre la destinazione d’uso “alberghiera-ricettiva” deve escludere totalmente la dicitura “ricettivo-residenziale”, così per non dare spazio a future interpretazioni.

Ma soprattutto l’housing sociale viene completamente abolito e sostituito sempre con “edilizia pubblica”. Una vera e propria rivoluzione che tende a cancellare i mille alloggi previsti dal piano urbanistico disegnato dall’amministrazione Cimmino.

Daniele Di Martino


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Politica

I commissari ordinano la demolizione degli abusi del clan a Faito

Il caso finito anche nella relazione della commissione d’accesso

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Giù gli abusi nel castagneto della camorra. La commissione straordinaria ordina la demolizione di opere realizzate abusivamente in un terreno su Monte Faito, un tempo gestito da esponenti del clan Di Martino e utilizzato per la coltivazione della cannabis anche dopo la confisca. Uno dei casi finiti delle pagine della commissione d’accesso, tra i motivi di scioglimento dell’amministrazione comunale di centrodestra. Gli ispettori del ministero rilevarono un’incongruenza tra un sopralluogo effettuato dalla polizia municipale e dai carabinieri. Mentre i vigili urbani dichiaravano che i terreni «…erano risultati inaccessibili in quanto situati in zona impervia e montuosa…», gli uomini dell’Arma hanno accertato che invece erano facilmente individuabili e accessibili con autovettura e che su di essi risultano allestiti stalle e ricoveri, all’interno dei quali si trovavano animali di varie razze. Proprio questi manufatti allestiti per il ricovero degli animali saranno abbattuti a spese del Comune.

“E’ emerso che tali beninon sono utilizzabili per alcuna finalità pubblica che contempli un utilizzo da parte di esseri umani, dal momento che trattasi di baraccamenti in lamiera, con struttura mista in ferro e blocchi in lapilcemento, del tutto fatiscenti e privi di ogni requisito statico-strutturale oltre che igienico-sanitario” si legge tra gli atti propedeutici ai lavori di demolizione.

Palazzo Farnese pone l’accento sulla “necessità del ripristino dello stato dei luoghi e del legittimo uso del suolo”, con la possibilità di rivalersi sui trasgressori per il recupero in danno degli esborsi sostenuti.

Per fare ciò verrà individuata una ditta specializzata attraverso trattativa diretta su piattaforma MePa, pescando quindi tra le ditte incaricate solitamente dalla Procura Generale della Repubblica, soprattutto iscritta nella white list della Prefettura Napoli.

Daniele Di Martino

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