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Mercato del lavoro in Campania: dati contrastanti, ecco perché

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Nel mese di aprile in Campania sono stati attivati oltre mille contratti di lavoro in meno rispetto al mese precedente: 29.660, a fronte dei 30.920 di marzo, con una riduzione che riguarda in modo particolare il settore dell’edilizia e quello manifatturiero. A segnalarlo è il Bollettino del Sistema Informativo Excelsior che è stato proposto da Anpal e Unioncamere e propone previsioni occupazionali per le aziende italiane. Va comunque detto che tra il mese di aprile del 2021 e quello del 2022 i contratti in più sono stati 7mila. Secondo le stime, il trimestre di aprile, maggio e giugno dovrebbe garantire più di 28mila opportunità di lavoro supplementari rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno.

Se è vero che entro la fine di giugno in Campania il mercato occupazionale vedrà la sottoscrizione di circa 100 mila contratti nuovi, è altrettanto vero che sarà necessario tenere in considerazione una componente di professionalità non facile da trovare. Infatti, sempre in base alle informazioni che si possono ricavare dal Bollettino di Unioncamere e Anpal, è molto probabile una risposta mancata per quasi il 33% delle richieste, vale a dire una su tre. Un problema che potrebbe essere almeno limitato se la formazione professionale fosse più aderente alla quotidianità e più accurata.

Quello che viene ricoperto dalle agenzie è un ruolo di primaria importanza, dal momento che esse fungono da vettori di connessione tra la richiesta di lavoro e l’offerta: per questo motivo esse offrono un supporto indispensabile a tutte le aziende impegnate nella ricerca personale qualificato,  tra queste segnaliamo la Jobtech, la prima realtà tutta italiana specializzata nel recruiting e nonché la prima agenzia 100% digitale.

Infatti, ci sono alcuni settori in cui le difficoltà sono più evidenti: per esempio la difficoltà di trovare sul mercato gli operatori della cura estetica supera il 59%, ma anche l’assunzione di camerieri e cuochi si dimostra più impegnativa del previsto. Solo ad aprile ci sarebbe stata la possibilità di assumere quasi 3mila conduttori di mezzi di trasporto, eppure superava il 53% la possibilità di non riuscire a reperire una figura ad hoc.

Il report sottolinea che per le imprese la difficoltà di trovare un direttore o dirigente è di oltre il 78%, e in un caso su due il nocciolo della questione è rappresentato dalla mancanza di candidati. Ecco perché emerge ancora di più il valore del lavoro che viene svolto dalle agenzie di recruiting per velocizzare e garantire il personale qualificato alle società che ne necessitano.

Foto di aymane jdidi da Pixabay


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“T’aggio visto ‘ncopp a Tik Tok”, viaggio tra i volti campani più noti sui social

Il cortometraggio realizzato da Gaetano Cuomo presentato al Faito Doc Festival

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Costumi, usi e abusi di uno dei social più in voga non solo tra le giovani generazioni. Un viaggio in compagnia di alcuni dei personaggi che fanno maggiore tendenza, nel bene e nel male. Tutto questo è “T’aggio visto ‘ncopp a Tik Tok”, il corto nato da un’idea di Gaetano Cuomo e Giovanni De Liguori che verrà presentato e proiettato fuori concorso in anteprima assoluta al Faito Doc Festival, la rassegna internazionale che quest’anno raggiunge il traguardo delle quindici edizioni, in programma dal 20 al 27 luglio 2022 e la cui direzione artistica è curata da Nathalie Rossetti e Turi Finocchiaro.
“T’aggio visto ‘ncopp a Tik Tok” in poco meno di dieci minuti permette di fare una veloce, divertente e puntuale panoramica tra alcuni dei video dei Tiktoker campani più in voga: dalla “star” Rita De Crescenzo ad Armando Cobucci Sparadais (di Paestum); da Wonderpiera, famosa per il remake in dialetto napoletano di “I feel good” di James Brown ad Emilio Borrelli, Sandokan di Acerra; dalla pornostar di Pompei Valentina Nappi al cantante Gigione fino al comico Francesco Paolantoni, che ritiene che il “corsivo” – lo slang nato a Milano e reso famoso da Elisa Esposito – si parla da molto più tempo a Pozzuoli. E ancora: pseudo camorristi che emulano, ma si potrebbe dire “scimmiottano”, i personaggi di Gomorra fino a perfetti sconosciuti che si lanciano in balletti, raccontano barzellette, illustrano i loro pensieri alla ricerca di una popolarità che forse non arriverà mai.
“‘In the future everyone will be world-famous for 15 minutes’: la profezia di Andy Warhol – afferma Giovanni De Liguori – trova la sua più diretta e feroce realizzazione con i video di TikTok, che regalano fama e notorietà ai suoi più audaci protagonisti. Con tutto ciò che ne consegue: followers, sponsor, invidia, minacce, critiche (queste ultime prontamente ribattute, sempre a mezzo Tik Tok). Al di là del folclore e delle spesso amare risate, ciò che ne viene fuori è probabilmente la fotografia più reale ed impietosa di una gran parte del Paese reale”.
“È da più di un anno che seguiamo ogni giorno i video Made in Naples – gli fa eco Gaetano Cuomo – e ci siamo imbattuti in contenuti a volte interessanti, altre volte trash. Ci piace concludere dicendo che tutto sommato però i napoletani anche su Tik Tok irrompono con la loro innata creatività”.

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