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Politica

Tracollo elettorale, il centrodestra scompare in provincia di Napoli

Non c’è comune in cui la coalizione cara a Berlusconi abbia conquistato almeno il ballottaggio

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E’ un’ecatombe. La tornata del 12 giugno fa registrare il tracollo del centrodestra in provincia di Napoli. Non c’è un comune dove la coalizione cara al presidente Berlusconi abbia centrato almeno l’obiettivo del ballottaggio. Ma la verità è anche un’altra: il centrodestra in molte competizioni non è nemmeno presente, o talvolta “mascherato” da civiche improvvisate.

Eppure a Genova, Verona e L’Aquila il centrodestra unito ha dimostrato di essere ancora vivo e capace di governare grandi città. In provincia di Napoli, dove la coalizione ha incassato due scioglimenti per infiltrazioni camorristiche (Castellammare e San Giuseppe Vesuviano), il centrodestra è stato praticamente annullato.

Forza Italia è in preda a una crisi di panico e sta registrando defezioni e fuoriuscite dopo l’ingresso di Michela Rostan, ex deputata di sinistra, transitata per il Pd e Italia Viva, poi passata alla corte di Berlusconi. La Lega ha subito un duro colpo con lo scioglimento di San Giuseppe Vesuviano, con il sindaco che era dichiaratamente iscritto al Carroccio. Fratelli d’Italia, il partito più in salute, ma che sta imbarcando i fuoriusciti di Forza Italia in Campania un po’ come un’ancora di salvataggio. La verità è che il centrodestra è completamente da rifondare, in Campania, ma soprattutto nella provincia di Napoli.

Daniele Di Martino


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Politica

Niente case nell’area Cirio: solo servizi pubblici e attività turistiche

L’indirizzo della commissione per il Puc: addio ai 226 alloggi

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Niente case nell’area Cirio. Con la delibera approvata dai commissari prefettizi, inviati a Castellammare dopo lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche, mette una pietra tombale sul progetto. In realtà, in seguito a polemiche e inchieste giudiziarie, è stata proprio la proprietà dell’ex Cirio (la Polgre) a chiedere un cambio di destinazione d’uso, cancellando la realizzazione di 226 alloggi residenziali. In pratica la proprietà ha chiesto e ottenuto parzialmente di realizzare uffici, aree parcheggio e aree verdi nelle osservazioni inviate al Comune. D’altronde la stessa intenzione l’aveva mostrata anche con una precedente manifestazione inviata a Palazzo Farnese lo scorso anno.

Una proposta che la commissione ha accolto in parte la proposta, prevedendo nel nuovo Puc di destinare quest’area a servizi pubblici e attività turistico-ricettive, escludendo “ogni forma di ricettivo-residenziale”.

Stesso discorso anche per i molini Nuova Daunia, la cui proprietà aveva presentato un progetto di housing sociale. In questo caso la commissione non ha accolto l’osservazione presentata dalla proprietà, che chiedeva di inserire l’intervento nel piano urbanistico. Anche in questo caso, ancora una volta, la commissione ha chiarito che non ci sarà alcun housing sociale a Castellammare.

Daniele Di Martino

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