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Cronaca

Truffa delle vacanze, arrivano i carabinieri nell’agenzia di Gragnano: sequestrati PC e documenti

Prelevati documenti e computer dall’agenzia di viaggi, per Forza Italia serve «un fondo regionale per risarcire le vittime»

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Gragnano. Riapre l’agenzia di viaggi di Via Madonna delle Grazie, tra Gragano e Santa Maria la Carità, che ha lasciato a piedi decine e decine di viaggiatori. Ad entrare dopo la chiusura da parte dei titolari, scomparsi nel nulla, i carabinieri della Stazione di Gragnano che hanno prelevato tutta la documentazione rimasta in agenzia, computer e hard disk che sarà sottoposta ad accertamenti per trovare riscontro nelle decine di denunce presentate nell’ultimo weekend.

Sono oltre 400 le persone che avevano prenotato alberghi, voli, soggiorni, abbonamenti ai lidi, tramite l’agenzia incriminata, pagando ingenti somme di danaro in anticipo per bloccare le date e che si ritrovano oggi senza biglietti e senza soldi. Una truffa che si aggirerebbe intorno al milione di euro perpetuata dai due coniugi che gestivano l’attività. Buona parte dei clienti si è riunita e chiede il risarcimento delle cifre versate sia a titolo di acconto ma anche a titolo di saldo. Oltre all’aspetto economico c’è anche quello emotivo. E’ il caso di un ragazzino che in occasione della sua prima comunione avrebbe dovuto ricevere il biglietto di un viaggio in crociera con la famiglia. Un biglietto che non è mai arrivato perché inesistente. Alcuni viaggiatori hanno anche contattato le strutture nelle quali avrebbero dovuto alloggiare scoprendo che non c’erano prenotazioni. Tra i truffati anche una giovane coppia che aveva prenotato, alla cifra di 4mila euro, un viaggio di nozze ma anche un gruppo di famiglie che hanno speso circa 10mila euro per una vacanza estiva. Tutti si sono riuniti in un gruppo Telegram per un’azione legale collettiva e lì raccontano anche le proprie esperienze: «I miei dovevano partire il 26 giugno – scrive una cliente – e il 15 maggio mi contattava per saldare il conto, ovviamente mando un bonifico e lei mi dice che un paio di giorni prima posso ritirare i biglietti. Chiamo la compagnia di crociere e mi dicono che non ci sono prenotazioni su questo nome». Un altro invece racconta di essere stato in Francia e di aver avuto problemi in aeroporto ma che alla fine «è stato tutto rimborsato, bah non si capisce questa cosa» ha commentato.

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Sulla vicenda è intervenuta anche la politica, il coordinatore regionale vicario di Forza Italia Fulvio Martusciello ha chiesto che «si attivi immediatamente un fondo regionale per risarcire i tantissimi residenti dei monti lattari, che in questi giorni stanno scoprendo che la vacanza comprata da chi è autorizzato dalla Regione Campania, non esiste più». Inoltre Martusciello ha fatto sapere che «con decreto dirigenziale n. 42 del novembre 2020, è stata approvata la nuova circolare esplicativa sull’apertura e gestione delle agenzie di viaggio in Campania. Un’attività soggetta a controllo e autorizzazione, seppur attraverso i Comuni, da parte della Regione Campania. Ecco allora che le truffe che vengono commesse da chi agisce in via autorizzativa per conto della Regione, non possono passare come poste in essere da un privato». Emilio D’Averio


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Cronaca

Morì senza ricovero, giustizia per Schiavone: condannato il medico

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La morte di Vincenzo Schiavone fu dovuta ad un’imperizia. È arrivata a distanza di più di 4 anni la condanna per il medico che dimise dall’ospedale il sindacalista e lavoratore della nettezza urbana che morì a causa di un infarto dopo essersi recato al San Leonardo.

Una vittoria per la famiglia: “Giustizia e verità è stata fatta su una morte assurda – si legge nel messaggio diffuso dai familiari di Schiavone – La famiglia fin dal primo momento parlò di imperizia, imprudenza, negligenza. Dati che emersero anche dalla relazione autoptica che fu predisposta dal Tribunale di Torre Annunziata.

Quella di Vincenzo fu un’odissea finita male. La famiglia da sempre unita nel ricordo del sindacalista esprime soddisfazione anche se nessuna sentenza potrà più restituire indietro l’amato Vincenzo, resosi protagonista di tante battaglie in città per i lavoratori”.

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Emergenza criminalità a Castellammare: sfonda la vetrina di un negozio, ferito si dà alla fuga

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E’ sempre più emergenza criminalità a Castellammare di Stabia. Raid a un negozio di tabacchi, l’ennesimo furto ai danni dei commercianti stabiesi. Nel mirino una rivendita di Santa Maria dell’Orto, in pieno centro, presa di mira da un ladro. In pratica il malvivente ha sfondato la vetrina per portare via materiale di pelletteria di un discreto valore. La rottura del vetro ha però causato il ferimento del ladro, che si è allontanato sanguinante, riuscendo a portare via soltanto poche cose.

Si tratta del secondo episodio nel giro di pochi giorni. Almeno due settimane fa lo stesso negozio ha subito anche una rapina. Tutto questo a riprova che l’emergenza criminalità è ancora nervo scoperto per la città di Castellammare di Stabia.

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Cronaca

Ratti e spazzatura nel centro città: degrado ed abbandono nel salotto buono di via Roma

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Degrado ed incuria nel centro di Castellammare di Stabia. Sono anni ormai che le aree dove dovrebbero esere ricostruiti due palazzi nella centralissima via Roma a Castellammare sono diventate vere e proprie discariche. Nonostante numerose denuncedi residenti e richieste di pulizia, seguite poi da ordinanze comunali, le aree rimangono sede di cumuli di rifiuti di ogni genere. Il contenzioso che ricade sull’area non è materia semplice, tanto da bloccare le operazioni di ricostruzione. Negli anni, varie amministrazioni comunali si sono succedute ed altrettanti funzionari e dirigenti comunali hanno letto i documenti per la ricostruzione, ma tutto rimane fermo al palo. Area in stato di abbandono ed oggetto di lancio di rifiuti da parte di alcuni residenti. «Dai palazzi intorno qualcuno fa anche il “lancio del sacchetto” dal proprio balcone» dice un residete della zona. Nell’ultimo anno il commissario prefettizio ha ordinato almeno due volte alla proprietà di pulire l’area, ma nulla è accaduto fino ad ora. Ultima in ordine di tempo è l’ordinanza del 2 febbraio scorso ”… adottare ad horas … gli interventi di pulizia e di manutenzione…”, ma ad oggi ancora nulla. L’area rimane una discarica a cielo aperto, covo di ratti e focolaio di probabili infezioni. Nel centro della città.

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