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ELEZIONI | Forza Italia, salgono le quotazioni di Di Nardo. Per la sinistra c’è Tonino Scala

Il Pd stabiese cerca di inserire un nome in lista: Roberto Elefante il probabile candidato

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Sarà un week end di trattative serrate. Avanzano anche i primi noi per il collegio stabiese, ma è chiaro che ci si trova ancora in una fase interlocutoria. Il nome caldo in queste ore è quello di Nello Di Nardo, coordinatore di Forza Italia a Castellammare, in ottima posizione per tentare la scalata romana. Le ultime notizie danno l’ex senatore di Italia dei Valori vicino alla candidatura in un listino bloccato, anche perché si è sgonfiata l’idea di candidare Annarita Patriarca. L’ex sindaco di Gragnano resterà capogruppo regionale di Forza Italia.

Sempre calda la pista che porta a Luigi Bobbio in Fratelli d’Italia, anche se lunedì ci sarà il direttivo provinciale per definire i nomi da inserire nell’uninominale. E il partito di Giorgia Meloni ha quasi il 50% delle posizioni in suo favore, in base all’accordo politico siglato con Salvini e Berlusconi.

Quasi certa anche la candidatura di Tina Donnarumma nella Lega.

Nel centrosinistra il Pd stabiese sta tentando di entrare nel listino almeno con un candidato di rappresentanza. Quello del presidente dem Roberto Elefante potrebbe essere un nome spendibile.

Mentre è stato presentato il simbolo di Sinistra Italia e Verdi, una lista bicicletta alleata al Pd. In questo caso è Tonino Scala il nome caldo delle ultime ore.

DANIELE DI MARTINO


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Politica

I commissari ordinano la demolizione degli abusi del clan a Faito

Il caso finito anche nella relazione della commissione d’accesso

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Giù gli abusi nel castagneto della camorra. La commissione straordinaria ordina la demolizione di opere realizzate abusivamente in un terreno su Monte Faito, un tempo gestito da esponenti del clan Di Martino e utilizzato per la coltivazione della cannabis anche dopo la confisca. Uno dei casi finiti delle pagine della commissione d’accesso, tra i motivi di scioglimento dell’amministrazione comunale di centrodestra. Gli ispettori del ministero rilevarono un’incongruenza tra un sopralluogo effettuato dalla polizia municipale e dai carabinieri. Mentre i vigili urbani dichiaravano che i terreni «…erano risultati inaccessibili in quanto situati in zona impervia e montuosa…», gli uomini dell’Arma hanno accertato che invece erano facilmente individuabili e accessibili con autovettura e che su di essi risultano allestiti stalle e ricoveri, all’interno dei quali si trovavano animali di varie razze. Proprio questi manufatti allestiti per il ricovero degli animali saranno abbattuti a spese del Comune.

“E’ emerso che tali beninon sono utilizzabili per alcuna finalità pubblica che contempli un utilizzo da parte di esseri umani, dal momento che trattasi di baraccamenti in lamiera, con struttura mista in ferro e blocchi in lapilcemento, del tutto fatiscenti e privi di ogni requisito statico-strutturale oltre che igienico-sanitario” si legge tra gli atti propedeutici ai lavori di demolizione.

Palazzo Farnese pone l’accento sulla “necessità del ripristino dello stato dei luoghi e del legittimo uso del suolo”, con la possibilità di rivalersi sui trasgressori per il recupero in danno degli esborsi sostenuti.

Per fare ciò verrà individuata una ditta specializzata attraverso trattativa diretta su piattaforma MePa, pescando quindi tra le ditte incaricate solitamente dalla Procura Generale della Repubblica, soprattutto iscritta nella white list della Prefettura Napoli.

Daniele Di Martino

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