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ELEZIONI | Il Pd stabiese chiede un posto in lista, arriva l’ok da Napoli

Il segretario provinciale Marco Saracino sceglierà tra i dirigenti del partito di Castellammare

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Il Pd stabiese batte cassa e chiede di far parte della partita delle elezioni politiche del 25 settembre. Il rischio era quello di assistere da spettatore, ma nell’assemblea tenuta ieri i dem di Castellammare hanno chiesto ufficialmente di avere una rappresentanza nelle liste del Partito Democratico.

Lo ha ribadito con forza il segretario Peppe Giordano. E in realtà da Napoli già ci sarebbe un parere positivo per assicurare la presenza di un candidato stabiese nel collegio plurinominale. Certo, è una partita difficile per l’elezione in parlamento, ma vale la pena tentare ed essere in campo, in un momento in cui nella cittadina stabiese la democrazia è sospesa per via dello scioglimento per infiltrazioni camorristiche.

In ogni caso, il segretario provinciale Marco Saracino, ha fatto sapere che “pescherà” un nome di una donna o di un uomo tra i quadri dirigenti del partito stabiese.

dadimar


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Politica

I commissari ordinano la demolizione degli abusi del clan a Faito

Il caso finito anche nella relazione della commissione d’accesso

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Giù gli abusi nel castagneto della camorra. La commissione straordinaria ordina la demolizione di opere realizzate abusivamente in un terreno su Monte Faito, un tempo gestito da esponenti del clan Di Martino e utilizzato per la coltivazione della cannabis anche dopo la confisca. Uno dei casi finiti delle pagine della commissione d’accesso, tra i motivi di scioglimento dell’amministrazione comunale di centrodestra. Gli ispettori del ministero rilevarono un’incongruenza tra un sopralluogo effettuato dalla polizia municipale e dai carabinieri. Mentre i vigili urbani dichiaravano che i terreni «…erano risultati inaccessibili in quanto situati in zona impervia e montuosa…», gli uomini dell’Arma hanno accertato che invece erano facilmente individuabili e accessibili con autovettura e che su di essi risultano allestiti stalle e ricoveri, all’interno dei quali si trovavano animali di varie razze. Proprio questi manufatti allestiti per il ricovero degli animali saranno abbattuti a spese del Comune.

“E’ emerso che tali beninon sono utilizzabili per alcuna finalità pubblica che contempli un utilizzo da parte di esseri umani, dal momento che trattasi di baraccamenti in lamiera, con struttura mista in ferro e blocchi in lapilcemento, del tutto fatiscenti e privi di ogni requisito statico-strutturale oltre che igienico-sanitario” si legge tra gli atti propedeutici ai lavori di demolizione.

Palazzo Farnese pone l’accento sulla “necessità del ripristino dello stato dei luoghi e del legittimo uso del suolo”, con la possibilità di rivalersi sui trasgressori per il recupero in danno degli esborsi sostenuti.

Per fare ciò verrà individuata una ditta specializzata attraverso trattativa diretta su piattaforma MePa, pescando quindi tra le ditte incaricate solitamente dalla Procura Generale della Repubblica, soprattutto iscritta nella white list della Prefettura Napoli.

Daniele Di Martino

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