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La svolta elettro-pop degli Allerija con l’album “Non vale”

Collaborazione con il dj producer Pako Esposito: il debutto a Madrid lo scorso 3 giugno

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“Non Vale” è una mini-suite di cinque brani in cui l’immediatezza della musica pop si intreccia con l’elettronica e la canzone d’autore. Un lavoro nato quasi per gioco durante un happening musicale, che – nelle varie fasi evolutive – ha consolidato la collaborazione tra il dj producer Pako Esposito, produttore artistico e sound engineer del progetto e il cantante Eugenio Solla, leader della folk band Allerija, voce e autore dei testi.
Dallo studio alle piazze nel giro di pochi mesi, con il debutto delle nuove canzoni a Madrid lo scorso 3 giugno, nell’ambito della rassegna Passione Italia 2022 promossa dalla Camera di
Commercio e Industria italiana per la Spagna. Soul, folk rock, techno, afro, deep house, passando per Stromae, Billie Eilish, l’heavy metal e i classici della canzone italiana: sono questi i territori in cui affonda le radici il mainstream “colto”, orecchiabile e danzereccio dell’Ep.
Ogni canzone, infatti, rivendica una propria “singolarità” per struttura, arrangiamenti e spessore dei testi. La title track “Non Vale” è un’amara preghiera che invoca l’assenza degli affetti perduti. La voce di Solla, libera da schemi, dà sfogo ad una performance rabbiosa, potente e “nera” mentre la trama neo-progressive del synth e la strofa hip-hop del giovanissimo rapper Black Dog sono un ponte immaginario tra gli anni ’80 e i linguaggi urban delle periferie metropolitane.
“Il resto passerà” si apre con sfumature da ballad e poi si evolve in canzone da antico juke box estivo, romantica e malinconica: un brano che, insieme a “Meduse” (cantato dal chitarrista
Gianluca Mazza), caratterizza il mood radiofonico del progetto. La matrice world di “’O votta votta” introduce nuovi affreschi stilistici (tango, dub, afro) mentre “Il Suono della Libertà” è puro folk di impegno antimilitarista: giochi di incastri e contrasti si sovrappongono e contrappongono in scenari di conflitto e speranza, perfettamente coerenti con le suggestioni “psichedeliche” dei cori. Un’esperienza di contaminazioni e nuovi slanci di musica nel mondo.


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