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Palazzo Farnese, la prefettura invia due super-dirigenti

Il prefetto nomina due funzionari sovraordinati: a loro il monitoraggio dei settori Politiche Sociali, Ambiente e Suap

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Due super-dirigenti inviati dalla Prefettura. I funzionari sbarcati al Comune di Castellammare avranno il compito di controllare il lavoro dei dirigenti di tutti i settori, oltre a fornire supporto alla commissione straordinaria. Tecnicamente sono definiti “sovraordinati”, vale a dire incaricati direttamente dal Prefetto per monitorare le attività di tutti i settori dell’ente sciolto per infiltrazioni camorristiche.

Le nomine riguardano il funzionario della prefettura Vincenzo Baldassarre, una vecchia conoscenza del Comune di Castellammare dove è stato componente dell’Oiv dal 2011 al 2013, ma soprattutto una lunga carriera presso i comuni sciolti sia nel ruolo di sub-commissario che nell’attività di dirigente sovraordinato. Si occuperò di servizi sociali e demografici.

L’altro sovraordinato nominato è l’architetto Antonio Fontanella, in servizio presso l’Asl di Salerno nel ruolo di dirigente tecnico. Anche nel suo caso una lunga sfilza di nomine presso i comuni napoletani sempre nella qualità di dirigente. Fontanella si occuperà di ambiente, suap e cimitero principalmente.

Entrambi gli incarichi hanno una durata di sei mesi, molto probabilmente prorogabili.

Daniele Di Martino


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Politica

I commissari ordinano la demolizione degli abusi del clan a Faito

Il caso finito anche nella relazione della commissione d’accesso

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Giù gli abusi nel castagneto della camorra. La commissione straordinaria ordina la demolizione di opere realizzate abusivamente in un terreno su Monte Faito, un tempo gestito da esponenti del clan Di Martino e utilizzato per la coltivazione della cannabis anche dopo la confisca. Uno dei casi finiti delle pagine della commissione d’accesso, tra i motivi di scioglimento dell’amministrazione comunale di centrodestra. Gli ispettori del ministero rilevarono un’incongruenza tra un sopralluogo effettuato dalla polizia municipale e dai carabinieri. Mentre i vigili urbani dichiaravano che i terreni «…erano risultati inaccessibili in quanto situati in zona impervia e montuosa…», gli uomini dell’Arma hanno accertato che invece erano facilmente individuabili e accessibili con autovettura e che su di essi risultano allestiti stalle e ricoveri, all’interno dei quali si trovavano animali di varie razze. Proprio questi manufatti allestiti per il ricovero degli animali saranno abbattuti a spese del Comune.

“E’ emerso che tali beninon sono utilizzabili per alcuna finalità pubblica che contempli un utilizzo da parte di esseri umani, dal momento che trattasi di baraccamenti in lamiera, con struttura mista in ferro e blocchi in lapilcemento, del tutto fatiscenti e privi di ogni requisito statico-strutturale oltre che igienico-sanitario” si legge tra gli atti propedeutici ai lavori di demolizione.

Palazzo Farnese pone l’accento sulla “necessità del ripristino dello stato dei luoghi e del legittimo uso del suolo”, con la possibilità di rivalersi sui trasgressori per il recupero in danno degli esborsi sostenuti.

Per fare ciò verrà individuata una ditta specializzata attraverso trattativa diretta su piattaforma MePa, pescando quindi tra le ditte incaricate solitamente dalla Procura Generale della Repubblica, soprattutto iscritta nella white list della Prefettura Napoli.

Daniele Di Martino

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