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Politica

Pimonte, al via il completamento fognario di Via Riatiello

Firmato nella sede dell’Ente Idrico Campano in Via De Gasperi a Napoli il verbale di trasferimento delle opere della rete fognaria nella frazione di Tralia.

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Mercoledì 13 luglio presso la sede centrale dell’Ente Idrico Campano di Napoli in via De Gasperi 28, il Presidente Luca Mascolo ed il neosindaco del comune di Pimonte Francesco Somma hanno siglato il verbale di trasferimento delle opere per il completamento della rete fognaria nella frazione di Tralia, Castellammare di Stabia e Santa Maria la Carità.
«Si tratta – commenta il sindaco Francesco Somma – di un importante passo in avanti che ci consentirà  di  superare le criticità che ancora persistono sul nostro territorio. Finalmente via Riatiello sarà coperta dalla rete fognaria della quale finora era sprovvista. La corrispondenza di intenti con l’Ente Idrico Campano, presieduto da Luca Mascolo, consentirà  di  restituire ai cittadini di Pimonte un servizio moderno ed efficiente. Noi come Amministrazione Comunale abbiamo accettato la sfida che potremo vincere solo remando tutti nella stessa direzione. Inoltre è in atto una campagna dell’EIC contro lo spreco di risorsa a maggior ragione in questo periodo così delicato a causa della siccità che potrebbe colpire in maniera significativa anche la Campania. Ne approfitto per ricordare ai nostri cittadini di adottare comportamenti sensibili per tutelare questo bene unico e prezioso».
«L’Ente Idrico Campano – dice il Presidente Luca Mascolo – è il consorzio dei sindaci della Campania. Ho fatto il sindaco per dieci anni e per me quello resta il lavoro più bello del mondo nonostante le difficoltà. Essere sempre al fianco di chi quotidianamente prova a migliorare le condizioni della propria comunità rappresenta un dovere per me e di questo ne vado fiero. Sostegno che, a maggior ragione, non può mancare quando si tratta di sindaci giovani e con tanta voglia di fare come Francesco Somma».


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Politica

I commissari ordinano la demolizione degli abusi del clan a Faito

Il caso finito anche nella relazione della commissione d’accesso

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Giù gli abusi nel castagneto della camorra. La commissione straordinaria ordina la demolizione di opere realizzate abusivamente in un terreno su Monte Faito, un tempo gestito da esponenti del clan Di Martino e utilizzato per la coltivazione della cannabis anche dopo la confisca. Uno dei casi finiti delle pagine della commissione d’accesso, tra i motivi di scioglimento dell’amministrazione comunale di centrodestra. Gli ispettori del ministero rilevarono un’incongruenza tra un sopralluogo effettuato dalla polizia municipale e dai carabinieri. Mentre i vigili urbani dichiaravano che i terreni «…erano risultati inaccessibili in quanto situati in zona impervia e montuosa…», gli uomini dell’Arma hanno accertato che invece erano facilmente individuabili e accessibili con autovettura e che su di essi risultano allestiti stalle e ricoveri, all’interno dei quali si trovavano animali di varie razze. Proprio questi manufatti allestiti per il ricovero degli animali saranno abbattuti a spese del Comune.

“E’ emerso che tali beninon sono utilizzabili per alcuna finalità pubblica che contempli un utilizzo da parte di esseri umani, dal momento che trattasi di baraccamenti in lamiera, con struttura mista in ferro e blocchi in lapilcemento, del tutto fatiscenti e privi di ogni requisito statico-strutturale oltre che igienico-sanitario” si legge tra gli atti propedeutici ai lavori di demolizione.

Palazzo Farnese pone l’accento sulla “necessità del ripristino dello stato dei luoghi e del legittimo uso del suolo”, con la possibilità di rivalersi sui trasgressori per il recupero in danno degli esborsi sostenuti.

Per fare ciò verrà individuata una ditta specializzata attraverso trattativa diretta su piattaforma MePa, pescando quindi tra le ditte incaricate solitamente dalla Procura Generale della Repubblica, soprattutto iscritta nella white list della Prefettura Napoli.

Daniele Di Martino

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