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Politica

San Leonardo, Pronto soccorso senza chirurgo e Ortopedia a rischio chiusura

L’allarme della Fials nella lettera di benvenuto al nuovo direttore generale Russo

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Arriva il nuovo direttore generale e i sindacati già gli presentano il conto. E’ la Fials a scrivere una lettera di benvenuto a Giuseppe Russo, il manager che sostituisce Sosto sulla poltrona più importante dell’Asl Napoli 3. E subito emergono gravi criticità. La Fials chiede al nuovo direttore se è “a conoscenza che nel Pronto Soccorso del San Leonardo non vi è presente la figura del Chirurgo”. Infatti “si è follemente stabilito – precisa il sindacato –  che vi fosse bisogno solamente della presenza di due medici, senza tener conto che il pronto Soccorso di Castellammare di Stabia è l’unico attivo su un territorio che abbraccia circa 600.000 utenti, e che l’assenza del terzo medico – vale a dire la copertura della sala Chirurgica – mette a serio repentaglio l’incolumità fisica dei pazienti e degli operatori che non possono garantire una adeguata assistenza”.

La Fials ritiene di essere giunti a “un punto di non ritorno, c’è bisogno di un intervento deciso e radicale per la soluzione di questo
gravissimo problema assistenziale venutasi a creare”.

Non solo, secondo la Fials “si vocifera un’altra tegola rovente, vale a dire la chiusura del reparto di Ortopedia in tutti i presidi Ospedalieri per dirottare tutto verso Boscotrecase”.
Queste le prime patate bollenti che finiranno sul tavolo del direttore generale appena nominato da De Luca.

Daniele Di Martino


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Politica

I commissari ordinano la demolizione degli abusi del clan a Faito

Il caso finito anche nella relazione della commissione d’accesso

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Giù gli abusi nel castagneto della camorra. La commissione straordinaria ordina la demolizione di opere realizzate abusivamente in un terreno su Monte Faito, un tempo gestito da esponenti del clan Di Martino e utilizzato per la coltivazione della cannabis anche dopo la confisca. Uno dei casi finiti delle pagine della commissione d’accesso, tra i motivi di scioglimento dell’amministrazione comunale di centrodestra. Gli ispettori del ministero rilevarono un’incongruenza tra un sopralluogo effettuato dalla polizia municipale e dai carabinieri. Mentre i vigili urbani dichiaravano che i terreni «…erano risultati inaccessibili in quanto situati in zona impervia e montuosa…», gli uomini dell’Arma hanno accertato che invece erano facilmente individuabili e accessibili con autovettura e che su di essi risultano allestiti stalle e ricoveri, all’interno dei quali si trovavano animali di varie razze. Proprio questi manufatti allestiti per il ricovero degli animali saranno abbattuti a spese del Comune.

“E’ emerso che tali beninon sono utilizzabili per alcuna finalità pubblica che contempli un utilizzo da parte di esseri umani, dal momento che trattasi di baraccamenti in lamiera, con struttura mista in ferro e blocchi in lapilcemento, del tutto fatiscenti e privi di ogni requisito statico-strutturale oltre che igienico-sanitario” si legge tra gli atti propedeutici ai lavori di demolizione.

Palazzo Farnese pone l’accento sulla “necessità del ripristino dello stato dei luoghi e del legittimo uso del suolo”, con la possibilità di rivalersi sui trasgressori per il recupero in danno degli esborsi sostenuti.

Per fare ciò verrà individuata una ditta specializzata attraverso trattativa diretta su piattaforma MePa, pescando quindi tra le ditte incaricate solitamente dalla Procura Generale della Repubblica, soprattutto iscritta nella white list della Prefettura Napoli.

Daniele Di Martino

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