Seguici sui Social

Politica

Profughi ucraini accolti in un bene confiscato alla camorra

Il Comune richiede un finanziamento da 200mila euro al Viminale e punta tutto su Asharam Santa Caterina

Pubblicato

il

camorra

I profughi di guerra ospitati in un bene confiscato alla camorra. La commissione straordinaria, giunta a Castellammare di Stabia dopo lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche, ha deciso di puntare sugli immobili sottratti ai clan per dare una casa a chi scappa dal conflittao in Ucraina. Con una delibera commissariale (con i poteri della giunta) è stato approvato il progetto.

Il Comune di Castellammare così facendo partecipa alla selezione indetta dal ministero dell’Interno, con l’obiettivo di individuare beni confiscati alle mafie per accogliere profughi ucraini. A Palazzo Farnese hanno deciso di investire tutto su bene in particolare, quello di via Santa Caterina, quello in cui si è svolte il progetto Asharam. L’amministrazione prevede di investire 200mila euro per adeguare la struttura, soldi che arriverebbero dal ministero dell’Interno, così da rendere accogliente il bene confiscato e poterlo destinare a chi scappa dall’Ucraina per via della guerra.

dadimar


Pubblicità
Clicca per commentare

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Leggi anche

Supplemento digitale www.notiziesera.com Reg. N° 16/2020 presso il Tribunale di Napoli – N° iscrizione ROC: 36402 Editore GLAMOUR STUDIO di Ciro Serrapica Direttore Ciro Serrapica - via Rajola 80053 Castellammare di Stabia (NA)
NORMATIVA SULLE RETTIFICHE Ci impegniamo, al fine di garantire sempre una corretta e precisa informazione, a correggere errori ed imperfezioni contenute negli articoli. Le correzioni vengono evidenziate all’interno o in calce all’articolo, specificandone la data e l’ora. Vengono inoltre pubblicate le lettere e le richieste di precisazione. La richiesta di rettifica, da presentarsi ai sensi delle normative in materia, deve contenere le generalità complete e il domicilio o la sede legale del richiedente; la domanda deve essere sottoscritta ed inviata attraverso posta elettronica ordinaria o certificata. La rettifica deve concernere i fatti su cui verte la discordanza e non valutazioni o commenti, deve essere corredata degli elementi atti ad identificare con precisione le notizie di cui si chiede la rettifica. WhatsApp: 334 742 3557 | email: stabianews.it@gmail.com