Politica
Scioglimento per camorra, la società civile in fuga. A cosa sarà servito tutto questo?
Il commento
Nulla è cambiato. Come se nulla fosse successo. Tranne qualche estemporanea iniziativa anticamorra, nessuno ha provato ad alzare la voce. O meglio ad alzare l’asticella della discussione. Il come e il perché si è arrivati al commissariamento del Comune di Castellammare di Stabia.
Non si è palesata per nulla quella società civile che avrebbe dovuto staccare il bollino appiccicato alla città con lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche. Niente di niente. Una società civile silente e inerme, disinteressata, distaccata, lontana dalla città che soffre.
A conti fatti, lo scioglimento non sarà servito a nulla. Sul piano amministrativo ha prodotto pochissimi atti, tutti a Palazzo Farnese sono rimasti al loro posto (forse anche giustamente). Si sono fatti spazio burocrati provenienti dall’apparato dello Stato con compiti limitati. E per Castellammare nessuna ventata di novità.
Se la società civile ha deluso, figuriamoci la politica. Anche i partiti, almeno quelli non coinvolti nello scioglimento, sono rimasti col freno a mano tirato. Come a far finta di nulla.
E come se nulla fosse successo, ci si avvicina al prossimo appuntamento elettorale con la spensieratezza di sempre. Pensando sempre e solo ai nomi, agli accordi e non a come risollevare la città dal baratro.
Nessuno ha capito la lezione. O meglio in molti, troppi, hanno fatto finta di non capirla. Di questo passo si arriverà alle elezioni, presumibilmente nel 2024, sempre con gli stessi schemi e la stessa nomenclatura di sempre. E appena l’opposizione di turno avrà la possibilità inizierà ad agitare lo spauracchio della camorra. Che invece va combattuta sempre, anche quando le bocce sono ferme. E non solo a convenienza.
DANIELE DI MARTINO

