Politica
Il sindaco di Pompei autorizza il falò di Castellammare: “Così l’ho sottratto alla camorra”
Dopo Marina di Stabia, il sindaco di Pompei mette le mani su un’altra tradizione stabiese: il falò dell’Immacolata. E lo fa autorizzando il fucaracchio del quartiere Ponte Persica, al confine con il territorio di Castellammare di Stabia. “La camorra si combatte facendo rete” ha detto il sindaco Carmine Lo Sapio rivolgendosi ai giovani a rischio camorra che le tradizioni possono essere mantenute rispettando la legge.
I giovani di Ponte Persica, grazie al sindaco di Pompei, hanno avuto la possibilità di “bruciare” l’etichetta di quartiere del clan con il falò della legalità dell’Immacolata. Al loro fianco, a fare da garanti con le forze dell’ordine, c’erano il parroco del quartiere periferico di Castellammare di Stabia, don Modestino Capodilupo, e il sindaco di Pompei, Carmine Lo Sapio che ha aperto i confini ai ragazzi del sacerdote per consentire loro di diventare le icone della legalità. “È stata data la possibilità ai ragazzi a rischio camorra di Ponte Persica di seguire la tradizione nel rispetto della legge”, ha detto don Modestino commosso per il successo dell’evento. “Ringrazio il sindaco Lo Sapio per avermi teso la mano e per aver fatto da tramite e da garante con le forze dell’ordine”. Pompei, dunque, ha realizzato il sogno dei ragazzi di Ponte Persica: fare il falò’ dell’Immacolata nel rispetto delle leggi. Nella periferia nord di Castellammare di Stabia la notte dell’Immacolata è stata davvero una festa. L’iniziativa del gruppo della parrocchia è riuscita perfettamente e senza sfociare nell’illegalita.
Un messaggio importante quello lanciato dal gruppo della parrocchia di Santa Maria dell’Arco di Ponte Persica, tra l’altro scritto a caratteri cubitali su uno striscione esposto sulla pira di legno: “Nuova generazione, vecchia tradizione”.

