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Nino Di Maio lancia l’associazione “Svegliamoci”: “Marina di Stabia porto di Pompei, un atto di violenza sociale”

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“La convenzione tra Marina di Stabia e Comune di Pompei è un atto di ‘violenza sociale’. Siamo pronti alla mobilitazione per dare dignità a Castellammare e ci aspettiamo l’avvio delle ‘opere a terra’ in via De Gasperi”. Non usa mezze misure Nino Di Maio, sindacalista Cisl e già segretario nazionale dello stesso sindacato, che lancia l’associazione “Svegliamoci”. Una formazione che potrebbe essere tra i protagonisti alle prossime elezioni amministrative, previste nel 2024 al termine del commissariamento per infiltrazioni camorristiche.

Il primo spunto la nuova associazione lo offre su Marina di Stabia, condannando fermamente l’accordo che ha in pratica fatto diventare il porto turistico un’appendice del Comune di Pompei. Su questo Nino Di Maio ci va giù duro: “La sottoscrizione di una convenzione tra il management di Marina di Stabia e il sindaco di Pompei, che garantisce il “privilegio” ai turisti in transito per la città Mariana uno sconto del cinquanta per cento per l’accesso e l’utilizzo dei qualificati e variegati servizi offerti dalla mega struttura portuale stabiese, (parcheggio, piscina. bar ristorante ecc.) è un atto di “violenza sociale” nei confronti dei cittadini Stabiesi. Non solo e non tanto perché negli oltre vent’anni di attività tale opportunità non è stata offerta al popolo di Castellammare ma agli stessi ne è stato vietato persino l’accesso, anche per una semplice passeggiata, con barriere e cancelli, quasi fosse una fortezza. Senza contare la frode per il mancato rispetto dei contenuti normativi del contratto d’area che prevedevano, in rapporto ai finanziamenti pubblici ed all’utilizzo dell’area insistente sul territorio della città delle acque, la realizzazione di opere a terra (alberghi, negozi, centri sociali e culturali) finalizzate allo sviluppo turistico, commerciale e culturale in un quadro di occupazione stabile per i giovani del territorio. E qui sono mancati del tutto, chissà perché, irresponsabilmente ed in maniera ingiustificata, il ruolo e le funzioni proprie dell’ASI. Risulta ancora più arrogante la modalità dell’operazione. Infatti, solo a convenzione firmata ne è stata data notizia. Peraltro, fatto eticamente ancor più grave, senza la presenza di un rappresentante di Castellammare, che si ricorda è la città capofila del contratto d’area e territorio su cui insiste la struttura. Su questo gravissimo episodio, tranne qualche apprezzabile commento di persone responsabili, poco si è letto e sentito. Anzi si registrano, proprio in queste ore, “indecifrabili” prese di posizione da parte dei soliti “talpini” che si svegliano dal letargo alla vigilia di momenti elettorali con argomentazioni becere quali quella che la rafforzata presenza turistica in città sarebbe dovuta ai visitatori di Pompei. Forse non si è informati che a Castellammare esiste un altro porto, quello storico, dove ci sono circa mille posti barca pieni questa estate e da pochi anni si è insediata una realtà imprenditoriale che, con grandi investimenti privati e capacità imprenditoriali, ha portato agli ormeggi del molo Stabiese centinaia di mega yacht recuperando aree pubbliche e assumendo personale (ex stabia porto e giovani del territorio), lavorando con umiltà e in piena sinergia con il territorio stabiese e pubblicizzando Castellammare turisticamente insieme agli altri comuni del comprensorio ma sempre ponendo l’accento su Castellammare città turistica e dei due porti. Questo ha garantito lo sbarco di migliaia di facoltosi turisti in città provenienti da tutto il mondo”.

Il rappresentante della Cisl, poi, pone degli interrogativi sull’attività del porto turistico di via De Gasperi: “Perché Marina di Stabia da anni non si impegna a fare lo stesso? Perché non si è aperta alla città visto che i fondi pubblici ricevuti erano finalizzati proprio a creare un collegamento turistico tra periferia e centro cittadino con l’impegno di garantire lavoro ad oltre 150 persone? La sottoscrizione dell’intesa viceversa così come si è consumata, “in sordina” è un fatto in sé gravissimo. C’è da chiedersi perché? Per favorire chi?”.

Infine, Di Maio, annuncia iniziative da mettere in campo: “Come associazione ‘Svegliamoci’ stigmatizziamo con forza l’inaccettabilità di questa “carbonara” iniziativa della proprietà di Marina di Stabia. Sollecitiamo la struttura commissariale, il Presidente De Luca, l’assessore regionale al lavoro ed alle attività produttive, l’autorità portuale non solo ad intervenire sulla questione, ma ancor più urgente, ad intimare a Marina di Stabia ed alla dirigenza dell’ASI l’obbligo di realizzare, come previsto in sede di autorizzazione, le “opere a terra” previste nel contratto d’area. Sulla problematica, oltre all’iniziativa di sensibilizzazione sul delicato tema della Sanità con le intersecazioni con il futuro delle Terme, già annunciata per metà dicembre, valuteremo le iniziative anche di mobilitazione da assumere” conclude Di Maio.

Daniele Di Martino


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Ospedale sul Solaro, blitz di De Luca nelle Terme

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L’ospedale al posto delle Terme di Stabia prende sempre più forma. Tanto che ieri Vincenzo De Luca ha fatto un blitz sul Solaro insieme al commissario Raffaele Cannizzaro. Un sopralluogo per convincersi della bontà del progetto proposto dall’ex sindaco Salvatore Vozza e caldeggiato dai regionali Pd e Italia Viva negli ultimi mesi.
Il governatore sembra ormai convincersi a trasferire il San Leonardo sulla collina del Solaro, con l’intenzione di creare una cittadella ospedaliera e un polo universitario convenzionato con l’università di Salerno.
Per fare ciò la Regione dovrebbe acquisire i beni della Sint, che attualmente sono in mano al tribunale di Torre Annunziata pronto a metterli all’asta. Sarà una corsa contro il tempo per bloccare la procedura è acquisire l’area al patrimonio della Regione, per poi costruirci un ospedale all’avanguardia e degno dell’enorme bacino d’utenza dell’area stabiese, torrese e dei Monti Lattari.
Daniele Di Martino

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Savorito, la rivoluzione dei commissari per il quartiere dello spaccio: progetto da 90 milioni

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Riqualificazione del Savorito: progetto da 90 milioni di euro per rigenerare il quartiere tristemente conosciuto per l’attività di spaccio. Via le fatiscenti case popolari, spazio a nuovi alloggi pubblici e soprattutto servizi, parcheggi, aree verdi e un albergo. Quello dei commissari prefettizi, chiamati a Castellammare di Stabia, a risanare l’ente dopo lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche, è una rivoluzione per la periferia nord, anche perché ha completamente stravolto il progetto iniziale presentato dall’amministrazione Cimmino.

Dopo aver bloccato in una prima fase la proposta dell’ex giunta di centrodestra, i commissari hanno approvato un nuovo progetto con una delibera. In origine si prevedeva solo la demolizione dei fabbricati di edilizia pubblica collocati nel quartiere, nonché l’abbattimento di una fatiscente struttura inizialmente deputata a plesso scolastico abusivamente occupata, con la conseguente riconfigurazione degli assi viari e la ricostruzione di nuovi immobili residenziali con annessi servizi.

Successivamente la commissione prefettizia ha dato mandato al settore Urbanistica di adeguare il tutto al Puc, trasmettendo al ministero. una proposta di rimodulazione, volta a dare una miglioria all’intero intervento, garantendo, da un lato, una maggiore dotazione di unità abitative di edilizia pubblica, dotando, dall’altro, la città di posti auto e di ulteriori servizi e attrezzature, attraverso l’inserimento di un edificio polifunzionale a destinazione turistico‐ricettiva con annesso parcheggio interrato.

La proposta rimodulata, riammessa dal ministero, comporta la variazione del quadro economico, per un importo finale di 91.882.079,46 euro, di cui circa Euro 66.000.000,00 da finanziare attraverso il ricorso all’istituto del partenariato pubblico-privato. Il progetto prevede un intervento diviso in tre lotti. Il primo, realizzabile mediante ricorso a project financing comprendente l’area posta a nord-est dell’asse stradale e comprende l’edificio polifunzionale a destinazione turistico‐ricettiva con annesso parcheggio interrato, il mercato coperto, il parco agricolo e lo studentato. Il lotto numero 2 realizzabile mediante fondi a valere sul P.I.N.Qu.A. e fondi comunali complementari: comprende l’area posta a nord-ovest dell’asse stradale e comprendente la demolizione dei fabbricati di edilizia publica esistenti siti nell’area in oggetto nonché del plesso scolastico abusivamente occupato; la realizzazione di n. 96 nuovi alloggi, realizzazione di polo per l’infanzia, realizzazione delle infrastrutture correlate, servizi, attrezzature e spazi verdi, tra cui strade e viali interni, parco lineare, area urbana per lo sport, parcheggi a raso per gli esercizi di vicinato, parcheggi interrati pertinenziali per i residenti e raccolta pneumatica di rifiuti; tale lotto da realizzare con i suddetti fondi a valere sul P.I.N.Qu.A. e su fondi comunali, si sostanzia nella riqualificazione con abbattimento e ricostruzione degli alloggi pubblici, per un importo economico di € 28.284.819,09. Infine, il lotto 3, realizzabile mediante fondi a valere su successivo finanziamento e comprendente l’area posta a sud-est dell’asse stradale e comprende la realizzazione dei restanti alloggi di edilizia residenziale a canone sostenibile

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Cittadella dello sport a Ponte Persica, il Comune stringe i tempi per l’opera

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La commissione straordinaria stringe i tempi per la cittadella dello sport. Con un finanziamento di un milione e mezzo, ottenuto grazie ai fondi Pnrr, si va verso la progettazione definitiva della struttura sportiva nell’area della scuola Denza di Ponte Persica. Il Comune di Castellammare ha infatti convocato la conferenza dei servizi per dare il via libera all’opera e mettere a gara i lavori.

Due campi di padel, uno polivalente e uno di calcio a 5. All’interno del nuovo centro sportivo polivalente è prevista la pratica di cinque discipline sportive, con la presenza di un campo in erba sintetica di dimensioni 20 per 40 metri dedicato alla pratica del calcio a 5, un campo polivalente in sintetico di dimensioni 20 per 40 metri dove è possibile praticare la pallavolo, il basket e la pallamano, sono presenti, inoltre due campi regolamentari per la pratica del padel. Inoltre, è prevista una copertura attraverso una tendostruttura, poi tanto verde e un parcheggio.

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