“Le spese accessorie non sono dovute, in quanto il Comune di Castellammare di Stabia è un ente pubblico”.Arriva una precisazione da Palazzo Farnese in merito ai costi sostenuti dall’ente nell’ambito dell’acquisto di un locale dell’Acqua Acetosella.
Il Comune si è ritrovato ad acquistare il cespite a ogni costo, rilanciando fino al 655mila euro, per non perdere l’occasione di realizzare il parco delle Acque con i fondi Pnrr (circa 12 milioni di euro).In ogni caso – come precisano da Palazzo Farnese – sono molto ridotte le spese di istruttoria previste invece per gli acquirenti privati.
Resta quindi un investimento di poco più di 650mila euro, ma che prevede un recupero della quota da versare.Sì, perché la curatela della società fallita gestore delle fonti Acidule “Plinio” era creditrice nei confronti del Comune di Castellammare per il pagamento dell’Imu.
SI tratta di una cifra vicina ai 250mila euro che la curatela fallimentare dovrà versare nelle casse di Palazzo Farnese.In sostanza il Comune stabiese verserà entro 120 giorni 655 mila euro e la curatela fallimentare dovrà fare lo stesso con l’ente di piazza Giovanni XXIII per 250mila euro.
Almeno questo.
dadimar