Attualità
Stazioni chiuse e opere incompiute, tutto quello che l’Eav ha fatto a Castellammare
Non ci sono soltanto opere incompiute.Ci sono stazioni chiuse e investimenti promessi e mai fatti partire.
Tutto quello che l’Eav ha fatto alla città di Castellammare di Stabia.E ora vorrebbe a tutti i costi propinare la realizzazione di un sottopasso in via Cosenza, per eliminare il passaggio a livello della stazione di via Nocera, senza fare i conti con una conformazione urbanistica che non reggerebbe ai lunghi lavori da effettuare.
La città verrebbe tagliata in due, con ricadute negative sui 20mila abitanti del quartiere San Marco e sul tessuto economico del popoloso rione.Questa sarebbe solo la ciliegina sulla torta.
Bisogna andare indietro nel tempo per capire gli altri danni causati.
STAZIONE PONTE PERSICA
La periferia nord è stata completamente tagliata fuori.Da anni la stazione di Ponte Persica è stata chiusa arbitrariamente e anche quella di Moregine rischia di essere soppressa definitivamente.
Dovevano essere garantite navette sostitutive.Ma di quelle non se ne vede nemmeno l’ombra.
STAZIONE TERME
Non è diventato né un B&b né è stata riaperta la stazione delle Antiche Terme.
Ma forse su questo punto, il presidente De Gregorio un po’ di ragione l’ha avuta, perché fin quando le Terme resteranno chiuse è difficile immaginare una riapertura.Ma a questo punto non sappiamo cosa sia più probabile delle due.
Il gioco delle probabilità potrebbe andare in crash.
STAZIONE POZZANO
Per non parlare della stazione di Pozzano, uno scalo che potrebbe essere il modo migliore per raggiungere i lidi senza ingolfare le vie del mare con il traffico delle auto.E invece sono ormai anni che la stazione è chiusa.
PARCHEGGIO E ASCENSORE
Nemmeno a “Chi l’ha visto?” riescono a sapere che fine abbia fatto il progetto dell’ascensore del Solaro.
Presentato in pompa magna, tra l’altro tra le opere compensative rispetto al traforo di Varano.Ma niente da fare.
E nessuno ne chiede conto a De Gregorio.Per non parlare del parcheggio interrato di piazza Unità d’Italia. È bastato ritrovare qualche reperto di origine romana per fermare tutto.
Mentre quando si è trattato dei lavori del traforo, non sono bastati nemmeno i resti della Villa del Pastore per fermare un’opera molto invasiva.Evidentemente è una questione di priorità. È quella priorità forse non è Castellammare.
Daniele Di Martino
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